Non c’è pace per i cacciatori lombardi

Non c’è pace per i cacciatori lombardi 

 

Non c’è pace  … -11 capanni distrutti nella zona della Franciacìorta – raid animalista notturno

Non c’è pace … – Venerdì 22 i cacciatori della Lombardia hanno indetto una nuova manifestazione, questa volta  a Brescia. Dopo quelle milanesi contro la Regione e contro lo STOP al Calendario la protesta è rivolta ai metodi applicati nei controlli ai capanni in particolare sugli anellini dei richiami vivi.  Ogni anno nel bresciano, per tutto il mese di ottobre, giungono da Roma i Carabinieri Forestali del nucleo SOARDA per la famosa “Operazione Pettirosso” che dovrebbe essere rivolta alla lotta contro il bracconaggio e contro i bracconieri. Di fatto l’Operazione prevede il controllo dei capanni fissi e dei richiami vivi e fin qui va tutto bene. Il problema è quello degli “anellini inamovibili” , una questione che si trascina da tempo e che nessuno è mai riuscito a risolvere.  Benchè lo stesso fabbricante abbia indicato delle tolleranze nelle misure di questi anellini, i controlli vengono fatti con strumenti inadatti. Una forma persecutoria e intimidatoria anzichè collaborativa e di buon senso. A questo punto, visto che chiaramente si sta prendendo di mira una forma di caccia particolarmente sentita e praticata in tutto il Nord Italia, le Associazioni Venatorie lombarde hanno deciso di aderire a questa forma di protesta, che sarà sicuramente pacifica ma determinata. E’ chiaro che la soluzione dovrebbe essere ancora una volta politica e sarebbe magari confortante vedere venerdì qualche politico al fianco dei cacciatori ma una cosa è certa : Non si tratta di una manifestazione contro i Carabinieri Forestali e contro i controlli degli appostamenti fissi, ma bensì per chiedere rispetto nel metodo e nei modi con cui vengono eseguiti. 

Non c’è pace  … – Inoltre ci piacerebbe vedere, da parte delle Forze dell’ Ordine preposte, mettere in campo lo stesso impegno e la stessa determinazione anche contro i tantissimi atti vandalici commessi da animalisti mascherati ogni anno contro gli appostamenti di caccia e contro i cacciatori stessi. Due pesi e due misure !

COMUNICATO CONGIUNTO delle ASSOCIAZIONI VENATORIE LOMBARDE

Le Associazioni Venatorie Lombarde qui rappresentate invitano i propri iscritti a partecipare al corteo e alla manifestazione autorizzata a Brescia per venerdì 22 ottobre, organizzata per chiedere rispetto nelle attività di controllo e ispezione.
I controlli effettuati dai Carabinieri Forestali dei SOARDA, solitamente accompagnati da nutrite schiere di volontari, pare che spesso superino i limiti stessi di attività ispettive commisurate alle fattispecie di reato ricercate e al comportamento stesso del cacciatore controllato – sovente solo – che, dapprima intimorito e intimidito da un tale dispiegamento di forze, si sente poi vittima impotente di contestazioni a cui non ha diritto di replica (nemmeno in Tribunale).
Nei controlli a carico dei cacciatori si percepisce – purtroppo – un fervore che poco c’entra con l’obiettività e la misura che dovrebbero essere proprie delle Forze dell’Ordine. Il che è singolare allorchè si valutino le indagini bresciane sui richiami vivi parametrandole con l’impegno (poco percepibile) profuso per far luce sugli atti di danneggiamento e violenza subiti dai cacciatori e – soprattutto – per prevenire ulteriori atti di violenza Salvo casi, che pur ci saranno, di rinvenimento di richiami muniti di anellini visibilmente irregolari e amovibili e che giustamente dovranno essere oggetto di contestazione, ad oggi ci risultano casi di sequestri di richiami allevati e inanellati in questo stesso 2021 dagli stessi cacciatori controllati, a cui
addirittura in taluni casi si è arrivati a contestare non l’irregolarità dell’anellino (nuovo e perfettamente conforme alle misure e visibilmente non modificato e assolutamente inamovibile),
ma che il richiamo potesse non essere nato quest’anno, con conseguente sequestro.
Senonchè – per prassi e per evitare di dover custodire il richiamo mantenendolo in vita – a seguito del sequestro l’anellino viene rimosso (tagliandolo), il richiamo liberato, e per il cacciatore diviene definitivamente impossibile dimostrare la regolarità dell’anellino (ormai compromesso) e rientrare
in possesso del richiamo.
A Brescia si sta creando purtroppo un clima intimidatorio che mina anche il giusto e corretto rapporto che dovrebbe esserci tra cittadini e forze dell’ordine deputate ai controlli: si è arrivati al
punto che i cacciatori capannisti hanno paura di andare a caccia.
Le Associazioni Venatorie non sono contrarie all’attività di controllo, ma ritengono che nel corso delle stesse si debba sempre tener presente che il cacciatore sta svolgendo un’attività non solo
lecita, ma addirittura oggetto di concessione statale e regionale. Purtroppo molti cacciatori cominciano a pensare che rispettare le regole non basti per esercitare la propria passione perché ormai si sentono impotenti di fronte alla discrezionalità applicata nei controlli a cui consegue il sequestro di richiami vivi anche legittimamente detenuti ed usati. Il che
pare francamente intollerabile in uno Stato di Diritto, quale il nostro pretenderebbe di essere.
Venerdì i rappresentanti delle Associazioni in delegazione si recheranno dalle Autorità competenti, ma in corteo e in piazza sarebbe importante la presenza di molti Cacciatori, riuniti civilmente e
ordinatamente, presenti per manifestare con il rispetto per la Divisa che da Cittadini abbiamo non solo a caccia, ma in ogni nostra occupazione quotidiana. Lo stesso rispetto che vorremmo che le
Forze dell’Ordine usassero nei nostri confronti, quali Cittadini che stanno esercitando un’attività riconosciuta dallo Stato

 

 

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