Modifica 157/92: punto per punto tutti i 18 articoli

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Modifiche legge 157 in corso: altro STOP ! Se ne riparla mercoledì mattina in Commissione

Modifica 157/92: punto per punto tutti i 18 articoli

Modifica 157/92: punto per punto tutti i 18 articoli – Le modifiche alla Legge 157/92 attualmente al centro del dibattito parlamentare (aprile 2026) derivano dall’accorpamento di diverse proposte, tra cui il noto DDL Bruzzone e il disegno di legge N. 552. Il testo definitivo che si sta discutendo si compone effettivamente di 18 articoli che puntano a trasformare la filosofia della legge: dalla “protezione” alla “gestione attiva” della fauna.

Ecco il dettaglio sintetico dei 18 articoli in approvazione:

 

 

Quadro dei 18 Articoli della Riforma

  1. Art. 1 (Titolo della Legge): Modifica il titolo della 157/92 introducendo il concetto di “gestione” oltre a quello di protezione, segnando il passaggio a un approccio più interventista.
  2. Art. 2 (Principi Generali): Riafferma che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, ma specifica che la gestione deve bilanciare interessi ambientali, agricoli e di sicurezza.
  3. Art. 3 (Ruolo delle Regioni): Rafforza l’autonomia legislativa regionale nella programmazione dell’attività faunistico-venatoria.
  4. Art. 4 (Pareri ISPRA): È uno dei punti più caldi. Prevede che i pareri tecnici dell’ISPRA sui calendari venatori siano obbligatori ma non più vincolanti. Se l’ISPRA non risponde entro 30 giorni, la Regione procede.
  5. Art. 5 (Calendari Venatori): Stabilisce la validità dei calendari per più stagioni (triennali) per evitare i continui ricorsi ai TAR e garantire certezza ai cacciatori.
  6. Art. 6 (Specie Cacciabili): Apre alla possibilità di aggiornare l’elenco delle specie cacciabili sulla base di nuovi dati scientifici europei, includendo specie ora protette ma in sovrannumero.
  7. Art. 7 (Forme di Caccia): Elimina l’obbligo di scegliere un’unica forma di caccia in via esclusiva. Un cacciatore potrà praticare più tipologie (es. vagante e da appostamento) senza dover optare per una sola.
  8. Art. 8 (Strumenti Ottici): Liberalizza l’uso di visori termici e notturni per la caccia di selezione agli ungulati (cinghiali), per aumentarne l’efficacia nel controllo dei danni agricoli.
  9. Art. 9 (Richiami Vivi): Regolamenta l’uso di richiami provenienti da allevamento, semplificandone la detenzione e il trasporto.
  10. Art. 10 (Abilitazione Straniera): Equipara le licenze di caccia rilasciate in altri stati UE a quelle italiane, facilitando il “turismo venatorio”.
  11. Art. 11 (Tesserino Venatorio): Introduzione di un modello di tesserino digitale per un monitoraggio in tempo reale dei prelievi.
  12. Art. 12 (Piani di Controllo): Semplifica le procedure per gli abbattimenti d’urgenza in aree protette o centri urbani in caso di emergenze sanitarie (come la PSA) o pericoli pubblici.
  13. Art. 13 (Valichi Montani): Ridefinisce il concetto di valico montano (dove la caccia è vietata) per limitare le aree di restrizione solo ai passaggi effettivamente interessati dalle rotte migratorie principali.
  14. Art. 14 (Caccia di Selezione): Estende i periodi per la caccia di selezione, rendendola possibile praticamente tutto l’anno per alcune specie invasive.
  15. Art. 15 (Allevamenti): Nuove norme per l’allevamento di fauna selvatica a scopo di ripopolamento o alimentare.
  16. Art. 16 (Sanzioni Amministrative): Riforma le multe per errori formali, distinguendo tra illeciti gravi (bracconaggio) e semplici dimenticanze burocratiche.
  17. Art. 17 (Ostacolo al Controllo): Introduce sanzioni pecuniarie severe (fino a 900 euro) per chiunque impedisca o ostacoli fisicamente le operazioni di controllo della fauna autorizzate.
  18. Art. 18 (Invarianza Finanziaria): Specifica che dall’attuazione della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Perché se ne parla tanto?

La discussione è accesissima perché, mentre il mondo venatorio vede in questi 18 articoli una modernizzazione necessaria per fermare i danni all’agricoltura, le associazioni ambientaliste (WWF, LAC, LAV) denunciano il rischio di una “caccia selvaggia” che potrebbe portare l’Italia a subire nuove procedure d’infrazione da parte della Commissione Europea.

C&D –

Giuseppe De Maria

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