Legge 157: Una Riforma a Metà tra Social e Realtà

Legge 157: Una Riforma a Metà tra Social e Realtà

Legge 157, una Riforma a Metà: Tra Timidezze Politiche, Illusioni Social e un Cauto Ottimismo – Dopo due decenni questo è stato l’unico Governo a sdoganare la caccia senza timori.

Legge 157: Una Riforma a Metà tra Social e Realtà

È palese a chiunque voglia guardare la realtà dei fatti che il recente intervento sulla Legge 157/92 sia abbondantemente al di sotto delle necessità. Ben venga l’inserimento di qualche dettaglio positivo, certo, ma il problema di fondo rimane intatto. Ciò che allarma maggiormente, infatti, è la continua difficoltà della classe politica nel sostenere, argomentare e difendere pubblicamente scelte che avrebbero dalla loro ineccepibili basi tecnico-scientifiche.

Da tempo ribadiamo una ferma convinzione: l’unico vero traguardo normativo a cui potevamo realisticamente puntare oggi, senza scatenare un polverone mediatico ingestibile, era l’abolizione delle forme esclusive di caccia. Un’operazione da condurre in rapidità, con un’azione di forza analoga a quella messa in atto per i valichi montani. E a tal proposito, proviamo solo a immaginare quale disastro si sarebbe consumato se non avessimo potuto sfruttare il provvidenziale veicolo legislativo del DDL Montagna. Tentare di forzare la mano su altri fronti sarebbe stato un azzardo puro, l’esatto equivalente di lanciare una cassa di nitroglicerina dal terzo piano sperando che non esploda al suolo.

Eppure, il termometro dei social network ci restituisce un panorama a tratti desolante. Scorrendo i post su Facebook, emerge con chiarezza come troppi appassionati vivano ancora totalmente scollati dalla realtà istituzionale. Leggiamo di cacciatori intimamente convinti che le normative e i calendari venatori siano dettati direttamente dalle Associazioniri Riconosciute o che la crisi del ricambio generazionale sia imputabile al solo divieto di sparare a quella che una volta era la piccola migratoria in “deroga”, o ancora che le associazioni ambientaliste godano di una particolare credibilità nei corridoi del poterere. Una visione riduttiva che ignora le vere, grandi sfide burocratiche e scinentifiche del nostro mondo.

Sotto il profilo comunicativo, avremmo gradito una voce pubblica decisamente più critica riguardo a questa tornata di modifiche, pur dosata con l’indispensabile cautela che il momento richiede.

Tuttavia, serve pragmatismo e onestà intellettuale per ammettere un dato di fatto: dopo oltre un ventennio di oscurantismo, ci troviamo di fronte a un esecutivo che non tratta l’attività venatoria come un imbarazzante argomento da nascondere sotto il tappeto. Si discute finalmente di riforme, si parla apertamente di finestre nei calendari e il lavoro concreto svolto dal Comitato Tecnico Faunistico Venatorio  dimostra che questo nuovo clima di dialogo, pur con tutti i suoi limiti, ha prodotto dei risultati tangibili. Credete forse che con altri Governi si sarebbe ottenuto di più e meglio ? Riflettete !

La strada è lunga. Serve competenza e realismo, smettendo di credere alle favole.

C&D

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