Il PD lancia l’offensiva contro il piombo

Il PD lancia l’offensiva contro il piombo : «Divieto totale su tutto il territorio»

Il PD lancia l’offensiva contro il piombo : «Divieto totale su tutto il territorio»

ROMA – Il dibattito sull’attività venatoria e la tutela dell’ambiente si riaccende alla Camera. Quattro deputati del Partito Democratico hanno depositato un’interrogazione scritta (la 4-07064) indirizzata ai ministri Orazio Schillaci (Salute) e Francesco Lollobrigida (Agricoltura), chiedendo un cambio di passo radicale: l’abbandono progressivo delle munizioni in piombo non solo nelle zone umide, ma sull’intero territorio nazionale.

La proposta, firmata da Eleonora Evi, Ilenia Malavasi, Paolo Ciani e Marco Furfaro, punta il dito contro i rischi sanitari e ambientali legati alla dispersione di questo metallo pesante, chiedendo al Governo Meloni di allinearsi alle più stringenti direttive europee.


I quattro pilastri dell’interrogazione

L’iniziativa parlamentare si articola su punti precisi che mirano a trasformare le abitudini del mondo venatorio italiano:

  1. Estensione del divieto: La richiesta centrale è quella di superare l’attuale limitazione alle sole zone umide, estendendo progressivamente il bando del piombo a ogni scenario di caccia.

  2. Applicazione del Regolamento UE: I firmatari denunciano una “parziale disapplicazione” delle norme europee vigenti sulla caccia nelle zone umide, chiedendone il pieno rispetto immediato.

  3. Standard REACH e Sicurezza Alimentare: Viene chiesto di sostenere la proposta della Commissione Europea nell’ambito del regolamento REACH e di introdurre limiti rigidi per la presenza di piombo nelle carni di selvaggina destinate al consumo umano.

  4. Sensibilizzazione: La promozione di campagne informative rivolte ai cacciatori per illustrare i rischi del saturnismo (avvelenamento da piombo) e i vantaggi delle alternative atossiche.


Il “Caso Danimarca” e la salute dei consumatori

Secondo Eleonora Evi, tra le promotrici più attive del provvedimento, il problema non riguarda solo la fauna selvatica, ma rappresenta un vero e proprio «rischio completamente ignorato» per la salute pubblica, in particolare per chi consuma regolarmente carni di selvaggina.

L’interrogazione cita come modello virtuoso la Danimarca, dove il divieto totale del piombo è in vigore dal 1996. Secondo i deputati dem, l’esperienza danese dimostra che la transizione verso munizioni alternative (come l’acciaio o il tungsteno) non penalizza l’efficacia della caccia né determina ripercussioni negative per il settore, a patto che la transizione sia gestita con competenza.

La reazione del settore

La proposta è destinata a sollevare polemiche. Se da un lato il mondo ambientalista plaude alla richiesta di ridurre l’inquinamento da metalli pesanti nei suoli, dall’altro le associazioni venatorie sottolineano spesso i costi maggiori delle munizioni alternative e la necessità di adeguare le armi più datate ai nuovi materiali.

Il Governo dovrà ora rispondere ai quesiti posti dai dem, chiarendo se intende mantenere l’attuale perimetro normativo o se, seguendo l’invito del PD, avvierà l’iter per una “de-piombatura” totale delle campagne italiane.

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