DDL Caccia: la riforma ostaggio della propaganda

DDL Caccia: la riforma ostaggio della propaganda

La riforma della 157/92 ostaggio degli slogan elettorali

Tra la propaganda di chi grida alla “caccia selvaggia” e i tatticismi della politica, la riforma della 157/92 diventa terreno di scontro elettorale. A farne le spese è una categoria di cittadini esemplari, risorsa indispensabile per la tutela del territorio in un’epoca segnata dall’emergenza delle specie invasive.

DDL Caccia: la riforma ostaggio della propaganda

DDL Caccia: la riforma ostaggio della propaganda- Il percorso parlamentare della riforma della Legge 157/92 – la storica normativa quadro che disciplina la tutela della fauna selvatica e l’attività venatoria – è entrato ufficialmente nella sua fase più calda. Dopo il via libera incassato al Senato, il testo è approdato alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, dove è iniziato il ciclo di audizioni. Come ampiamente prevedibile, il dibattito si è subito trasformato in uno scontro frontale, polarizzato tra opposte fazioni ideologiche e appesantito da un forte odore di campagna elettorale anticipata.

In questo scenario di perenne tensione politica, l’oggetto del contendere sembra essere diventato non tanto il merito della gestione faunistica, quanto la ricerca del consenso facile. Da una parte si levano le barricate di chi agita lo spauracchio della “caccia selvaggia“, diffondendo ricostruzioni che sanno di vere e proprie “balle spaziali” ideate per colpire la pancia dell’opinione pubblica. Dall’altra parte, il testo in discussione viene sbandierato da una parte della stessa maggioranza come la panacea di tutti i mali, scontrandosi però con i distinguo interni di chi, nella coalizione di governo, teme le ripercussioni d’immagine e preferisce frenare per evitare passi falsi nei confronti dell’elettorato più moderato.

A pagare il prezzo di questo scontro propagandistico, purtroppo, è l’intera categoria dei cacciatori. Chi esercita l’attività venatoria oggi non merita di essere ridotto a mero strumento di contrapposizione partitica o a bersaglio elettorale. Parliamo di una platea di cittadini perbene, incensurati e rigorosamente controllati dallo Stato, che esercitano una pratica pienamente sancita e normata dalle leggi nazionali ed europee.

Il cacciatore moderno non ha nulla a che vedere con lo stereotipo superato di trent’anni fa. Oggi, l’appassionato è prima di tutto un operatore del territorio, formato e consapevole, che collabora attivamente con le istituzioni per il monitoraggio e la tutela degli ecosistemi. Questa evoluzione è stata recentemente ribadita anche dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) in audizione alla Camera. L’Istituto, pur sollevando alcune criticità su specifici emendamenti, ha riconosciuto che l’aggiornamento di una legge scritta ormai 34 anni fa è un passo “ragionevole” e che la caccia, se correttamente pianificata su base scientifica, svolge una fondamentale funzione di bioregolazione e conservazione della biodiversità.

I numeri e i mutamenti ambientali degli ultimi decenni, del resto, parlano chiaro. Dalla firma della 157 nel 1992 ad oggi, lo scenario è radicalmente mutato: le specie cacciabili sono progressivamente diminuite, mentre si è registrata un’impennata drammatica ed esponenziale delle specie invasive e dei grandi cladi problematici, come i cinghiali, che causano danni devastanti all’agricoltura, mettono a rischio la sicurezza stradale e minacciano la biodiversità autoctona. In questa emergenza reale, che tocca da vicino la vita di agricoltori e cittadini, il cacciatore non rappresenta il problema, bensì una risorsa indispensabile e formata per ristabilire gli equilibri ecologici.

Sottrarre la riforma della legge venatoria al fango della demagogia e del calcolo elettorale è un dovere istituzionale. La gestione della fauna richiede rigore scientifico, pragmatismo e rispetto per chi, con la propria passione e la propria condotta esemplare, custodisce attivamente il territorio rurale italiano.

G. De Maria

Condividi l'articolo sui social!

Lascia un commento

required

required

optional


Caccia tra Scienza e Riforma: il Futuro dei Calendari e la Svolta sul Piombo

Caccia tra Scienza e Riforma: il Futuro dei Calendari e la Svolta sul Piombo    Caccia tra Scienza e Riforma: il Futuro dei Calendari e la Svolta sul Piombo – Caccia & Dintorni – ospiti della serata il Dott Michele Sorrenti coordinatore ufficio studi scientifici di Federcaccia e il giornalista Giacomo Cretti direttore editoriale di Caccia TV – temi della […]

Focus Lombardia : il nuovo calendario 26/27

Focus Lombardia : il nuovo calendario 26/27   FOCUS LOMBARDIA: Quanto vi piace il nuovo calendario venatorio? La stagione 2026/2027 si avvicina a grandi passi e le novità sul tavolo sono molte. Analizzeremo nel dettaglio il testo approvato, le date di apertura per le singole specie, i tempi e i nodi più caldi della nuova regolamentazione regionale. Condividi l’articolo sui […]

Intervista esclusiva con l’On. Francesco Bruzzone

Intervista esclusiva con l’On. Francesco Bruzzone Caccia Calendari  Sanzioni – Con lui affronteremo i temi principali del momento- Modifica Legge 157/92 gli emendamenti approvati – Si poteva fare di più ? Condividi l’articolo sui social!

Speciale Legge 157/92 e Sentenza TAR: Novità e Scenari per la Caccia in Lombardia e Veneto

Speciale Legge 157/92 e Sentenza TAR: Novità e Scenari per la Caccia in Lombardia e Veneto   Caccia & Dintorni – Speciale Legge 157/92 e Sentenza TAR: Novità e Scenari per la Caccia in Lombardia e in Veneto Condividi l’articolo sui social!