CONTENIMENTO CINGHIALE : PIANO CONTROLLO A SAN COLOMBANO E PROROGA A MALEO

Contenimento cinghiale – la Regione Lombardia interviene nel lodigiano con i piani di controllo

Di seguito il comunicato che spiega i termini di due decreti voluti dall’assessore Fabio Rolfi. Avranno validità fino al 30 luglio di quest’anno. Ma come osserva l’assessore occorre avvalersi di cacciatori formati e dei loro cani da seguita. 

C&D

CONTENIMENTO CINGHIALE, ROLFI: PIANO CONTROLLO A SAN COLOMBANO E PROROGA A MALEO

“CINGHIALI PERICOLOSI, SERVE NORMA NAZIONALE PER RICONOSCERE OPERATORI VOLONTARI FORMATI PER ABBATTERLI”

La Regione Lombardia ha adottato questa mattina, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, due decreti con validità sino al 31 luglio 2019 per il controllo del cinghiale.

Il primo decreto approva il piano di controllo del cinghiale sul territorio della collina di San Colombano (territori dei comuni di San Colombano al Lambro, Graffignana e Sant’Angelo lodigiano).

Il secondo invece prevede la proroga dell’attuale piano di controllo del cinghiale sul territorio della Zona di Ripopolamento e Cattura di Maleo (Comuni di Maleo e Corno vecchio) ed estensione dello stesso piano ai comuni di Maccastorna, Castelnuovo Bocca d’Adda, Meleti e Caselle Landi.

“Come previsto dalla normativa, i piani saranno attuati dalla polizia metropolitana e dalla polizia provinciale di Lodi. Il cinghiale sta generando danni all’Agricoltura e problemi di sicurezza in tutta la Lombardia. La provincia di Lodi è stata scenario di una tragedia giusto poche settimane fa. La Regione Lombardia sta facendo di tutto per arginare il fenomeno. Abbiamo fatto la zonizzazione del territorio e dato la possibilità agli agricoltori provvisti licenza di abbattere tutto l’anno i cinghiali” ha detto Rolfi.

“I piani di contenimento sono attualmente messi in pratica dalle polizie provinciali. Gli agenti sono diminuiti in maniera sostanziosa per colpa della legge Delrio. Abbiamo chiesto alla politica nazionale di cambiare la legge 157 che ormai ha più di 25 anni. È necessario istituire la figura dell’operatore volontario: un cacciatore abilitato e formato, che possa intervenire con abbattimenti e ampliare così l’attività di contenimento” conclude Rolfi.

 

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