Caccia in Lombardia, il TAR respinge la sospensiva della LAC

Caccia in Lombardia, il TAR respinge la sospensiva della LAC

Caccia in Lombardia, il TAR respinge la sospensiva della LAC

Caccia in Lombardia, il TAR respinge la sospensiva della LAC – Un primo punto fermo, almeno per ora, nella battaglia legale sul calendario venatorio lombardo. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia (Sezione Seconda) ha respinto la richiesta di sospensione cautelare avanzata dalla Lega Abolizione Caccia (LAC) e da altre sigle ambientaliste contro le delibere della Regione per la stagione 2026/2027. Leggi la disposizione: TAR Lombardia

Al centro del contenzioso giudiziario c’erano in particolare due nodi critici: l’assegnazione delle due giornate integrative di caccia da appostamento fisso e la regolamentazione del prelievo della pavoncella, specie considerata a rischio da diverse associazioni ecologiste.

Le motivazioni dei giudici amministrativi

Nell’ordinanza depositata il 30 luglio, i giudici milanesi hanno promosso la linea del Pirellone, ritenendo fondate le premesse tecniche della delibera regionale:

  • Meno cacciatori, meno prelievi: L’introduzione delle giornate aggiuntive è stata giudicata proporzionata a fronte dei dati che attestano un netto e documentato calo della pressione venatoria complessiva negli ultimi anni.

  • Tutela della pavoncella: Le misure di monitoraggio e i tetti al prelievo predisposti dalla Regione sono stati ritenuti sorretti da un impianto tecnico-scientifico sufficientemente solido per superare il primo vaglio cautelare.

La reazione dei cacciatori e gli scenari futuri

 Per il mondo venatorio si tratta di un’importante conferma, anche se la partita legale resta aperta. Il procedimento entrerà ora nel vivo con l’udienza di merito, ma intanto la linea della Regione Lombardia e la voce dei cacciatori di questo territorio ottengono dal TAR una rivendicazione forte, chiara e inequivocabile.

I prossimi passaggi chiave saranno due:

  1. L’eventuale appello al Consiglio di Stato: La LAC e le altre associazioni potrebbero impugnare l’ordinanza d’urgenza davanti ai giudici di Palazzo Spada a Roma.

  2. L’udienza di merito: Sarà il giudizio definitivo del TAR a stabilire, nel merito, la piena legittimità o meno del calendario venatorio per la stagione ormai alle porte.

C&D

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