“Panem et circenses”: l’attacco di Berlato

“Panem et circenses”: Berlato accusa le associazioni venatorie di distrarre i cacciatori dal declino

Mentre il mondo venatorio si ritrova nelle fiere di settore, il Presidente di ACR lancia un duro monito: “I cacciatori vengono portati a svagarsi con l’illusione di avere la pancia piena, ma la realtà è un’emorragia di iscritti e nuove leggi punitive”.

On Sergio Berlato

“Panem et circenses”: l’attacco di Berlato – Non è solo una questione di assenze, come quella recente alla fiera EOS, ma di una visione politica diametralmente opposta a quella delle attuali dirigenze venatorie. L’onorevole Sergio Berlato, europarlamentare e presidente dell’Associazione per la Cultura Rurale (ACR), ha diffuso una nota che è destinata a scuotere le fondamenta delle associazioni riconosciute, accusandole di utilizzare strategie di “distrazione di massa” simili a quelle della Roma imperiale.

L’illusione dei “Circenses”

“Il concetto di panem et circenses (pane e spettacoli) è stato coniato nel primo secolo dopo Cristo da Giovenale”, esordisce Berlato nella sua analisi. Secondo l’onorevole, gli imperatori romani usavano questi mezzi per evitare che il popolo riflettesse sui reali problemi. “Sono passati numerosi secoli, ma sembra che queste tecniche siano purtroppo ancora tremendamente valide. Se analizziamo ciò che accade alla caccia in Italia oggi, ci accorgiamo che nulla è cambiato rispetto all’antica Roma”.

L’accusa è chiara: mentre i cacciatori vengono invitati a festeggiare e svagarsi negli eventi espositivi, il settore starebbe subendo attacchi legislativi e un calo demografico senza precedenti, spesso nel silenzio delle grandi sigle.

I numeri del Ministero: un esercito dimezzato

Berlato ha reso noti i dati ufficiali forniti dal Ministero dell’Agricoltura in data 30 marzo 2026, che fotografano lo stato delle associazioni venatorie nazionali al 31 dicembre 2023:

  • Federazione Italiana della Caccia: 212.488
  • Associazione Nazionale Libera Caccia: 63.045
  • Enalcaccia: 37.624
  • Arcicaccia: 26.361
  • ITALCACCIA: 16.809
  • ANUU: 15.180
  • EPS: 1.233
  • A queste numeri vanno aggunti quelli delle associazioni non riconosciute compresa Convafi, CPA, ACL Cacciatori Italiani.

Il totale al 2023 era di 372.740 iscritti. Tuttavia, Berlato sottolinea che la situazione attuale è ben peggiore: “Calcolando un ulteriore calo stimato nel 10% annuo tra il 2023 e il 2025, i cacciatori iscritti sono attualmente poco più di 300.000”.

La tempesta normativa all’orizzonte

Il “pane” simbolico dei cacciatori rischia di sparire sotto il peso di tre iniziative parlamentari che ACR definisce “nefaste” e “malsane”:

  1. Il Decreto Coltelli: Il divieto dell’uso e del trasporto dei coltelli in Italia, strumento indispensabile per chi pratica l’attività rurale e venatoria.
  2. L’emendamento Piombo: Il divieto di uso e trasporto di munizioni in piombo in tutte le zone umide d’Italia.
  3. Aree Demaniali: Il divieto assoluto di caccia nelle aree demaniali marittime su tutto il territorio nazionale.

Secondo le stime di Berlato, se queste norme venissero portate a compimento, si verificherebbe un’ulteriore “emorragia” di praticanti, pari ad almeno il 20% degli attuali cacciatori.

“Mentre i cacciatori vengono portati a svagarsi alle fiere con l’illusione di avere la pancia piena”, conclude la nota, la realtà descritta da ACR parla di un settore che rischia di sparire per mancanza di una tutela politica ferma e trasparente. La sfida alle associazioni venatorie è lanciata: basteranno gli “spettacoli” a fermare il declino?

Però se ricordiamo bene da EXA a HIT fino a EOS SHOW di Verona, la Confavi non è mai mancata … . Anzi accoglieva le migliaia di persone distribuendo borsine gialle a tutti e offriva da bere nel proprio grande stand. La domanda è : cosa è cambiato quest’anno ? ….

C&D

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