Transizione no toxic: Federcaccia definisce le linee d’azione per i cacciatori

Transizione no toxic: Federcaccia definisce le linee d’azione per i cacciatori

Addio al piombo da caccia: la risposta e le contromosse di Federcaccia dopo lo stop dell’Unione Europea

Transizione no toxic: Federcaccia definisce le linee d’azione per i cacciatori

Transizione no toxic: Federcaccia definisce le linee d’azione per i cacciatori – All’indomani del via libera definitivo del Parlamento europeo al Regolamento che impone l’abbandono graduale dei pallini di piombo a favore di materiali no-toxic entro sette anni (escludendo però le cartucce da carabina e le palle slug), la Federazione Italiana della Caccia non ha perso tempo. Per fare chiarezza e tracciare la rotta, l’associazione ha subito riunito la propria dirigenza territoriale — dai vertici regionali a quelli provinciali e comunali, passando per i dipendenti e i referenti della comunicazione e della vigilanza — in un intenso seminario di aggiornamento.

L’incontro, guidato dal Presidente Nazionale Massimo Buconi, ha visto la partecipazione di figure di spicco del settore come Gian Luca Dall’Olio (Vicepresidente FACE), Mauro Silvis (Direttore Generale ANPAM) e Maurizio Zipponi (Presidente CNCN). L’obiettivo della sessione di lavoro è stato duplice: smontare i toni allarmistici ed emotivi divampati dopo il voto e fornire un quadro tecnico basato su dati certi, avvalendosi anche della documentazione raccolta nel corso degli anni dall’Ufficio Studi e Ricerche della Federazione.

Un compromesso difficile ma inevitabile

La decisione europea ha generato inevitabili malumori e proteste nel mondo venatorio, sentimenti definiti comprensibili dalla dirigenza ma da arginare attraverso l’analisi oggettiva dei fatti.

Pur ribadendo la storica contrarietà a un divieto generalizzato — una battaglia portata avanti fin dagli anni Settanta —, il Presidente Buconi ha evidenziato la necessità di fare i conti con la realtà politica comunitaria: “Sette anni di transizione non sono l’obiettivo ideale, ma rappresentano un traguardo importante. Continuare a opporsi senza filtri avrebbe quasi certamente portato a restrizioni ancora più penalizzanti”. È su questa linea di realismo che la FACE (la Federazione delle Associazioni Venatorie europee, di cui fanno parte FIdC, ANLC, Enalcaccia e ANUUMigratoristi) ha scelto di non sostenere l’obiezione presentata dall’eurodeputato Pietro Fiocchi, poi respinta dall’Aula di Strasburgo con una netta maggioranza (346 contrari, 166 favorevoli e 21 astenuti).

Inoltre, la Federazione invita a inquadrare il provvedimento in un contesto più ampio: l’eliminazione progressiva del piombo ha riguardato negli anni settori chiave come l’edilizia, l’industria, i carburanti e l’elettronica. Il bando delle munizioni fa parte di questa transizione ecologica globale e non va letto come un attacco mirato unicamente contro l’attività venatoria, pur avendo un impatto diretto sui cacciatori.

Le priorità per i prossimi sette anni: armi storiche e costi

Federcaccia ha rivolto un’attenzione particolare alle preoccupazioni dei cacciatori di migratori e di chi possiede fucili storici o di famiglia. Il periodo di transizione servirà proprio a questo:

  • Testare la compatibilità delle vecchie armi (evitando facili allarmismi sul fatto che diventino tutte inutilizzabili).

  • Garantire che le munizioni alternative siano sicure, adeguate ed economicamente sostenibili.

  • Dialogare con le aziende produttrici per ottenere condizioni di favore ed evitare oneri ingiustificati per i tesserati.

Con questa mossa, Federcaccia dimostrata di voler archiviare le polemiche per concentrarsi sulla tutela pratica della categoria, trasformando una normativa complessa in una fase di lavoro concreta e organizzata.

APPROFONDIMENTO – DOSSIER PIOMBO – FIDC – Federazione Italiana Della Caccia – sito ufficiale

Fonte FEDERCACCIA

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