Superata la soglia minima delle 50.000 firme
Superata la soglia minima delle 50.000 firme
Tuttavia è quasi impossibile che la maggioranza ceda in Parlamento alle opposizioni sul divieto totale della caccia in Italia
Associazioni animaliste italiane compatte —Enpa, Lac, Lav, Lndc, Animalisti italiani e Oipa — nel sostenere un ddl di iniziativa popolare volto a imporre un divieto generale di caccia in Italia. Con la raccolta di 50.000 firme, hanno raggiunto la soglia minima richiesta per la presentazione in Parlamento, dimostrando un forte sostegno popolare alla proposta.
Tuttavia, il percorso verso l’approvazione è complesso. La proposta non ha possibilità di modificare l’impianto normativo attuale, poiché al momento solo due forze politiche, Movimento 5 Stelle e Verdi-Sinistra, si oppongono alla caccia, e insieme rappresentano una minoranza nel Parlamento (59 deputati su 400 e 29 senatori su 205). La maggioranza di centrodestra, che sostiene le attuali leggi sulla caccia, domina l’Aula.
Le associazioni sperano che la loro iniziativa possa rafforzare l’opposizione parlamentare al ddl della maggioranza, che sta portando avanti un ampio tentativo di riforma delle norme venatorie. Gli emendamenti presentati dall’opposizione — più di mille dal Movimento 5 Stelle, circa 500 dall’Alleanza Verdi-Sinistra e oltre 300 dal Partito Democratico — mirano a bloccare questa riforma, che le associazioni considerano un attacco violento e scandaloso agli animali selvatici, favorendo pratiche di caccia considerate sanguinarie.
Infine, le associazioni criticano anche il fatto che le audizioni davanti alle commissioni del Senato siano state convocate principalmente con le associazioni venatorie, a discapito di quelle ambientaliste,. Questo atteggiamento viene visto come una discriminazione che ignora la posizione della maggioranza dei cittadini e delle associazioni ambientaliste nella questione.
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