Ripristino Natura: le critiche della Cabina di Regia
Ripristino Natura: le critiche della Cabina di Regia
Piano Ripristino Natura: Il Mondo Venatorio scrive Lettera-Cabina-Regia-MASE-MASAF ai Ministri
Ripristino Natura: Le critiche della Cabina di Regia – Mancato coinvolgimento degli stakeholder e focus limitato alle sole aree protette: queste le principali critiche mosse dalla Cabina di Regia a Pichetto Fratin e Lollobrigida.
Le associazioni venatorie riunite nella Cabina di Regia del Mondo Venatorio, insieme al CNCN (Comitato Nazionale Caccia e Natura), hanno inviato una lettera formale ai Ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura. Al centro della missiva, le criticità emerse durante l’iter di approvazione del Piano Nazionale per il Ripristino della Natura, previsto dal Regolamento UE 2024/1991.
Le opportunità del Piano
I firmatari hanno ribadito come il Piano rappresenti un’occasione “unica e irripetibile” per la salvaguardia del territorio italiano, con il potenziale di incidere profondamente sul recupero degli ecosistemi più degradati. Tuttavia, l’entusiasmo per gli obiettivi ambientali si scontra con le modalità di attuazione scelte dal Governo.
Le principali criticità sollevate
La Cabina di Regia ha espresso forte disappunto su due fronti specifici:
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Esclusione degli stakeholder: Nonostante il Regolamento UE preveda la consultazione dei portatori di interesse, le associazioni lamentano di non essere state coinvolte nella fase di elaborazione del documento.
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Limiti geografici degli interventi: Attualmente, il Piano sembrerebbe concentrare gli interventi esclusivamente all’interno delle aree protette. Secondo i cacciatori, questa scelta escluderebbe zone che necessitano di interventi urgenti, come le aree agricole, fondamentali per la biodiversità ma lasciate ai margini della programmazione.
La richiesta: Un tavolo di confronto
Rivendicando il ruolo attivo che la gestione venatoria ricopre nella tutela del territorio, le associazioni chiedono ora l’immediata istituzione di un tavolo di confronto. L’obiettivo è garantire che il Piano non sia solo un esercizio burocratico limitato a zone già vincolate, ma uno strumento corale e concreto per il ripristino dell’intero mosaico ambientale italiano.
C&D
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