Richiesta di revisione dell’articolo 18 della legge 157/92

Richiesta di revisione dell’articolo 18 della legge 157/92

CONFAVI, ACR e FCR chiedono una revisione dell’articolo 18 della legge 157/92 per favorire l’autonomia regionale sulla pianificazione venatoria

CONFAVI, ACR e FCR chiedono una revisione dell’articolo 18 della legge 157/92 per favorire l’autonomia regionale sulla pianificazione venatoria

Recentemente, CONFAVI (Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane), insieme ad ACR (Associazione per la Cultura Rurale) e FCR (Federazione Caccia e Natura), ha avanzato una proposta volta a modificare l’articolo 18 della legge 157/92, con l’obiettivo di consentire alle regioni di adottare il calendario venatorio tramite legge regionale anziché con strumenti amministrativi.

La questione normativa: è possibile includere questa possibilità nella legge nazionale?

Da un punto di vista strettamente legislativo, si può ipotizzare una tale integrazione, ma la questione è complessa e richiede attenzione ai limiti imposti dal quadro costituzionale e dalle normative europee. In particolare, due sono i principali ostacoli:

  • La competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela ambientale, sancita dall’articolo 117 della Costituzione italiana.
  • Le stringenti direttive europee, come la Direttiva 2009/147/CE (“Direttiva Uccelli”), che stabiliscono limiti precisi ai periodi di caccia e alle modalità di gestione della fauna migratoria.

Un approccio possibile: modificare l’articolo 18 con un principio di competenza condivisa

CONFAVI, ACR e FCR suggeriscono di impostare la revisione normando che, all’interno dell’articolo 18, comma 2, dopo le parole “le regioni pubblicano il calendario regionale”, venga inserito il seguente testo:

Il calendario venatorio può essere approvato con legge regionale ovvero con altro atto previsto dall’ordinamento della Regione.”

In tal modo si garantirebbe che:

  • Non cambino le specie cacciabili e i periodi massimi stabiliti dalla legge statale;
  • Venga rispettata la Direttiva Uccelli;
  • L’unico elemento variabile sia lo strumento normativo utilizzato dalle Regioni per approvare il calendario, passando da un atto amministrativo a una legge regionale.

Attualmente, la maggior parte dei calendari venatori sono deliberazioni della Giunta regionale, soggette a impugnazioni presso il Tar. Trasformando questa prassi in una legge regionale, si otterrebbe un quadro più stabile e meno soggetto a contestazioni.

Un passo ulteriore: la proposta di un emendamento più incisivo

Per rafforzare ulteriormente questa possibilità, si può proporre un emendamento che introduca un comma 2-bis, con il seguente testo:

“Il calendario venatorio costituisce esercizio della potestà legislativa regionale ed è approvato con legge regionale nel rispetto della presente legge, della normativa europea e delle convenzioni internazionali.”

Questa formulazione chiarisce che:

  • Tutti i limiti nazionali ed europei restano validi;
  • Viene semplicemente modificata la fonte normativa di approvazione, senza alterare i contenuti sostanziali.

Il ruolo della relazione illustrativa

Per convincere Parlamento e Governo, è fondamentale accompagnare la proposta con una relazione che evidenzi come:

  • La materia del calendario venatorio rientri nella competenza regionale, con effetti positivi in termini di trasparenza e coinvolgimento democratico;
  • L’approvazione mediante legge rafforzi il ruolo delle assemblee regionali e riduca i contenziosi amministrativi;
  • Restino invariati i vincoli derivanti dalla legge 157/92 e dalle normative europee.

Riformare le competenze: una proposta di più ampio respiro

CONFAVI, ACR e FCR suggeriscono di presentare questa modifica come parte di una più generale riforma delle competenze tra Stato e Regioni, piuttosto che come un’agevolazione “pro-caccia”. In questo modo, si eviterebbe un’immagine di privilegio per questa attività, promuovendo invece un assetto più equilibrato tra i diversi livelli di governo.

Per facilitare il percorso parlamentare, si propone anche di predisporre un emendamento completo, con testo normativo, relazione illustrativa e tecnica, pronto per essere depositato da un rappresentante parlamentare.

Conclusioni

La richiesta di CONFAVI, ACR e FCR mira a rafforzare l’autonomia delle Regioni nel settore venatorio, mantenendo saldi i limiti imposti dalla legge e dall’Europa. La chiave sta nell’introdurre strumenti legislativi che consentano una gestione più democratica e meno soggetta a contenziosi, senza compromettere la tutela delle specie e le normative comunitarie.

C&D – la redazione

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