COLPO AL TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI DEI CC FORESTALE

OPERAZIONE “NITRATI FANTASMA”: NUOVO COLPO AL TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI

Comunicato Stampa : Regione Carabinieri Forestale “Lombardia” Gruppo di Brescia

COLPO AL TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI DI CC FORESTALE – Eseguite misure cautelari interdittive (12 mesi) nei confronti dei vertici aziendali e operativi dell’impianto Biogas sequestrato a Chiari (BS)

NUOVO COLPO AL TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI DI CC FORESTALE

Brescia, 21 febbraio 2026 – I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Iseo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali interdittive, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura della Repubblica in sede, nei confronti di 4 persone, indagate in concorso per attività organizzate per traffico illecito di rifiuti, falso in atto pubblico, smaltimento illecito e impedimento al controllo.
Il provvedimento impone agli indagati – ritenuti i promotori e gli esecutori di un collaudato sistema fraudolento – il divieto temporaneo, per la durata massima di 12 mesi, di esercitare attività di impresa e di ricoprire uffici direttivi all’interno di persone giuridiche.
La decisione del GIP si fonda sulla necessità di arginare un concreto e attuale pericolo di reiterazione dei reati ambientali.
Le odierne misure personali rappresentano lo sviluppo della complessa operazione che lo scorso 4 febbraio aveva già portato al sequestro preventivo dell’intero sito produttivo (Biogas) a Chiari (BS) e al sequestro per equivalente del profitto del reato per oltre 1,2 milioni di euro. L’azienda, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe mantenuto dolosamente inattivo l’impianto di abbattimento dell’azoto per azzerare i costi energetici e di gestione. Questo avrebbe comportato la gestione abusiva di oltre 209.000 metri cubi di rifiuti liquidi (digestato non trattato) nel quadriennio 2021-2024.

Il rifiuto, che avrebbe mantenuto un carico inquinante di azoto fino al 400% oltre il limite inderogabile di legge, sarebbe stato gestito tramite false rendicontazioni e sparso illecitamente su oltre 400 ettari di terreni in 8 comuni tra le province di Brescia e Bergamo, oppure, in casi emergenziali documentati dai militari, sversato direttamente nei canali irrigui approfittando delle ore notturne.
Si ricorda che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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