Mixomatosi, scatta l’allarme lepri: isolato nuovo virus in Veneto

Mixomatosi, scatta l’allarme lepri: isolato nuovo virus in Veneto

Mixomatosi, primo caso in Italia di una nuova variante nella lepre: allarme in Veneto e in Emilia

Mixomatosi, primo caso in Italia di una nuova variante nella lepre: allarme in Veneto – Foto Canva

PADOVA — C’è un nuovo elemento di preoccupazione per la fauna e il settore venatorio veneto. Nel corso dello scorso agosto è stata registrata per la prima volta nel nostro Paese la presenza della variante ha-Myxovirus, una specifica mutazione del virus della mixomatosi del coniglio. L’infezione, nota per la sua elevata contagiosità e per le sue conseguenze altamente debilitanti, ha colpito inizialmente un allevamento di lepri situato nella provincia padovana.

Le analisi di laboratorio

La conferma sulla natura del patogeno è giunta a seguito delle analisi condotte sui campioni prelevati, inviati al Centro di referenza nazionale per le malattie virali dei lagomorfi (Laboratorio WOAH) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (IZSLER). Gli esperti dell’istituto hanno eseguito la caratterizzazione genetica della matrice virale, identificando formalmente per la prima volta in Italia questo ceppo specifico.

La diffusione tra le lepri selvatiche

Il fenomeno, tuttavia, non sembra rimanere circoscritto agli impianti di allevamento. Grazie ai rilievi e alle segnalazioni giunte dal territorio, la Sezione di Treviso dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha accertato il contagio anche all’interno delle popolazioni di lepri selvatiche presenti negli Ambiti Territoriali di Caccia delle province di Padova e Venezia. Nel frattempo, ulteriori segnalazioni di decessi anomali tra gli esemplari selvatici sono state registrate nel Rodigino, sebbene tali episodi attendano ancora l’esito delle verifiche diagnostiche ufficiali.  video lepre mixomatosi

Monitoraggio e prossimi passi

La circolazione del virus nel territorio regionale è dunque ormai confermata. Per comprendere l’effettiva portata del contagio e tracciarne la mappa con accuratezza, le autorità sanitarie e veterinarie ritengono fondamentale l’avvio immediato di un piano coordinato di sorveglianza speciale su tutto il territorio.

Mixomatosi, scatta l’allarme lepri: isolato nuovo virus in Veneto

Ibrida, endemica e altamente contagiosa: cos’è e come agisce la Mixomatosi nei lagomorfi

La Mixomatosi rappresenta una delle patologie virali più contagiose e ad alta diffusione che colpiscono il coniglio, sia nelle sue varietà domestiche sia in quelle selvatiche. Presente in modo endemico sul territorio europeo da quasi tre quarti di secolo, vede nel coniglio europeo (Oryctolagus cuniculus) la sua vittima principale. Al contrario, le specie di origine americana (Sylvilagus spp., nota come “minilepre”) fungono principalmente da serbatoio naturale grazie alla loro maggiore resistenza biologica, mentre la lepre comune, pur potendo contrarre i ceppi tradizionali, manifesta raramente sintomi clinici.

Sotto il profilo eziologico, il responsabile è un Poxvirus appartenente al genere Leporipoxvirus. Pur appartenendo a un unico sierotipo, il virus si articola in differenti ceppi caratterizzati da diversi livelli di virulenza. La sua pericolosità deriva dall’azione di specifici geni immuno-modulatori: questi elementi generano proteine capaci di neutralizzare, rallentare o bloccare del tutto le risposte immunitarie dell’ospite, sia quelle innate che quelle acquisite.

Questo meccanismo di aggressione determina una grave immunosoppressione nell’animale colpito. Di conseguenza, l’organismo risulta esposto all’insorgenza di infezioni secondarie — prevalentemente di natura batterica — che costituiscono molto spesso la causa finale del decesso.

C&D

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