Lepri e Mixomatosi: la sfida della gestione faunistica
Lepri e Mixomatosi: la sfida della gestione faunistica
Dalla sospensione del prelievo nelle zone infette al blocco delle importazioni dall’Est: le scelte cruciali per salvaguardare la specie
Lepri e Mixomatosi: la sfida della gestione faunistica – La recente comparsa del nuovo ceppo di virus ha-Myxovirus (noto anche come ceppo Toledo, già noto in Spagna dal 2018) nelle popolazioni di lepre europea (Lepus europaeus) rappresenta un’emergenza sanitaria e gestionale senza precedenti per il territorio italiano. A differenza della mixomatosi classica che colpisce principalmente il coniglio, questo ceppo ricombinato presenta una letalità variabile ma significativa anche nella lepre, una specie finora immune o scarsamente colpita.
Questo fenomeno solleva interrogativi cruciali sulla gestione venatoria e sulla filiera del ripopolamento faunistico.
1. Chiudere il prelievo nelle zone infette o lasciare aperta la caccia?
Sul piano epidemiologico e faunistico esistono due correnti di pensiero, ed entrambe presentano argomentazioni rilevanti:
Le ragioni a favore della chiusura della caccia (Scelta precauzionale)
-
Protezione dei superstiti resistenti: In una popolazione priva di immunità, le lepri che sopravvivono all’infezione sviluppano anticorpi e trasmettono una potenziale resistenza alla prole. Abbattere individui in salute nelle zone di focolaio rischia di eliminare proprio quei soggetti geneticamente idonei a far ripartire la specie.
-
Evitare stress e dispersione: La pressione venatoria costringe gli animali a spostarsi continuamente, aumentando le occasioni di contatto diretto con altri individui e facilitando la diffusione del contagio.
-
Scelta adottata sul territorio: Amministrazioni locali e Regioni stanno già intervenendo in tal senso. Un esempio è il provvedimento cautelativo che ha disposto lo stop al prelievo venatorio della lepre in diversi Ambiti Territoriali di Caccia (come nella provincia di Ferrara).
Le ragioni a favore di una presenza regolamentata (Cacciatore come “sentinella”)
-
Monitoraggio attivo: I cacciatori conoscono capillarmente il territorio e rappresentano un presidio fondamentale per individuare tempestivamente le carcasse o i soggetti sintomatici, fornendo campioni agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS).
-
Modello “Cacciatore Sentinella”: In diverse aree dove il prelievo è stato sospeso, si è scelto di mantenere l’uscita dei cacciatori con i cani senza armi, proprio per svolgere la sorveglianza passiva e il monitoraggio dello stato di salute del selvatico.
2. Bloccare le importazioni di lepri dall’Est Europa?
Il tema del ripopolamento faunistico tramite l’importazione di lepri dai Paesi dell’Est (come Ungheria, Romania o Polonia) è al centro del dibattito scientifico e faunistico:
-
Rischio di veicolazione epidemica: L’importazione e la liberazione di lepri catturate in natura o allevate all’estero comportano un rischio biologico elevatissimo. Il trasporto all’interno di gabbie e casse favorisce il contagio diretto e lo stress da cattura/trasporto azzera le difese immunitarie degli animali, rendendoli vettori ideali.
-
Sospensione delle immissioni: Gli esperti veterinari e le autorità sanitarie raccomandano l’immediata sospensione del rilascio di lepri (sia di cattura estera che di allevamento) nelle aree a rischio. Introdurre animali non immunizzati in un ambiente dove il virus circola liberamente significa condannarli a morte rapida, alimentando la carica virale sul territorio.
-
Cambiamento di paradigma gestionale: Questa crisi evidenzia i limiti della gestione basata sul “lancio e sparo” con animali d’importazione. La soluzione a lungo termine consiste nell’incentivare la riproduzione naturale in loco (Zone di Popolamento e Cattura ben gestite) e favorire il ripristino ambientale, riducendo la dipendenza dalle importazioni estere.
Sintesi delle azioni comunemente auspicate
-
Sospensione temporanea del prelievo venatorio alla lepre nelle province in cui si registrano focolai attivi, per tutelare i riproduttori sani e resilienti.
-
Blocco immediato delle immissioni e delle importazioni fino a quando la situazione epidemiologica non sarà stabilizzata e non si conoscerà il livello di immunità acquisito dalle popolazioni locali.
-
Coinvolgimento dei cacciatori e del personale di vigilanza in un piano di sorveglianza passiva coordinato dalle autorità sanitarie (IZS) per segnalare e rimuovere le carcasse, evitando il contagio mediato da insetti vettori (zanzare, pulci).
C&D – GDM
DDL Caccia: La corsa contro il tempo
📌 I temi della serata: • DDL Caccia: La corsa contro il tempo • Flop referendum contro la caccia: Analisi e scenari 🎙️ Ospiti in diretta con noi: • Paolo Sparvoli (ANLC) • Cristian Maffei (Arcicaccia) • Massimo Buconi (FIDC) Un confronto aperto e autorevole per fare il punto della situazione e rispondere ai vostri dubbi. Non mancate! Condividi l’articolo […]
Caccia: pareri a confronto – Emilia, Lombardia e Veneto
Caccia: pareri a confronto – Emilia, Lombardia e Veneto La diretta di martedì 22 settembre alle 20,30 – Incontro Interregionale con tre diverse associazioni e i loro dirigenti – Calendari, limitazioni, sentenze, Consiglio di Stato, specie cacciabili Guarda la puntata e lascia un commento – si è parlato anche di Mixomatosi e della situazione che si sta creando in Veneto […]
La ricerca scientifica vince al Consiglio di Stato
La ricerca scientifica vince al Consiglio di Stato Analisi della sentenza del TAR delle Marche con il Dott. Michele Sorrenti – Coordinatore Ufficio Studi e Ricerche scientifiche Federcaccia Condividi l’articolo sui social!
Sentenza storica e calendari: Marco Castellani (ANUU)
Sentenza storica e calendari: Marco Castellani (ANUU) Si parla della recente sentenza del Consiglio di Stato sul calendario della Regione Marche e degli sviluppi possibili della modifica di Legge 157/92 in attesa della ripresa della discussione degli emendamenti alla Camera Condividi l’articolo sui social!


Commenti recenti