Il Consiglio di Stato Respinge l’Appello sulla Caccia in Deroga

Il Consiglio di Stato Respinge l’Appello sulla Caccia in Deroga in Lombardia

decreto monocratico CdS (1)

Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta delle associazioni animaliste

Il Consiglio di Stato ha recentemente preso una decisione significativa riguardo alla caccia in deroga in Lombardia, respingendo l’appello presentato da diverse associazioni di protezione ambientale. Queste associazioni, tra cui Lac, Lav, Enpa, Lndc, Lipu e Wwf, avevano richiesto di ribaltare l’ordinanza del Tar e sospendere la caccia allo storno e al fringuello.

Posizione dell’Ispra

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), pur esprimendo alcune puntualizzazioni e riserve, aveva dato un parere favorevole alla concessione della deroga. Questo parere ha influenzato la decisione del Consiglio di Stato, che ha respinto l’appello cautelare (decreto 3616/25).

Dettagli del Decreto : decreto monocratico CdS (1)

Nel decreto, firmato da Hadrian Simonetti, presidente della sesta sezione, si legge che la quantità di storni e fringuelli prelevabili è considerata contenuta e, quindi, sostenibile. Tuttavia, questa sostenibilità è condizionata dalla verifica della precisione dei dati forniti dalla Regione Lombardia e dalla conformità dei calcoli formulati alla normativa vigente. È essenziale che la caccia rimanga nei limiti strettamente consentiti.

Prossimi Passi

L’udienza collegiale, prevista per il 30 ottobre, rappresenterà l’occasione per discutere più approfonditamente il merito della questione. Durante questa udienza, verranno esaminati ulteriormente i dati e le argomentazioni presentate, per assicurare che tutte le azioni siano conformi alle regole stabilite.

Implicazioni e Riflessioni

Questa decisione mette in luce la complessità del bilanciamento tra attività umane, come la caccia, e la conservazione della fauna selvatica. Le organizzazioni ambientaliste continueranno a monitorare la situazione, cercando di garantire ( ostacolare) che le pratiche di caccia non danneggino le popolazioni di queste specie. D’altra parte, le autorità regionali devono assicurarsi che le deroghe siano giustificate da dati scientifici solidi e che le attività di caccia rispettino rigorosamente i limiti imposti.

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