Comitato Venatorio Faunistico: avanti con i lavori
Comitato Venatorio Faunistico: avanti con i lavori
Comitato Venatorio Faunistico Nazionale: i lavori proseguono nel segno della continuità
Roma, 6 marzo 2026 – Si è conclusa oggi la 46ª riunione del Comitato Faunistico Venatorio Nazionale dalla sua ricostituzione. Nonostante il clima di tensione esterno, l’organismo ha confermato la propria linea d’azione: operatività piena e pragmatismo, ignorando quelle che sono state definite come “richieste di sospensiva pretestuose” avanzate recentemente da alcune sigle animaliste.
Mentre fuori dai palazzi istituzionali si consumava il tentativo di sollevare un polverone mediatico e ideologico attraverso lo strumento del ricorso, all’interno i lavori si sono concentrati sulla gestione tecnica del territorio e della fauna selvatica, con l’obiettivo di garantire stabilità al settore.
I punti chiave: Calendari e Certezza del Diritto
Il focus della giornata non è stato puramente simbolico, ma si è tradotto in decisioni tecniche concrete necessarie per la programmazione della stagione 2026-2027. In particolare:
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Regione Marche: È stato espresso il parere ufficiale sul calendario venatorio, passaggio obbligato per la regolarità delle attività sul territorio.
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Regione Basilicata: È stata analizzata e discussa la proposta presentata dalla Regione, finalizzata a una pianificazione solida e coerente con i dati scientifici più recenti.
L’obiettivo dichiarato dal Comitato è quello di blindare i provvedimenti contro i “ricorsi strumentali”, fornendo ai cacciatori e agli enti locali un quadro normativo certo e basato su evidenze aggiornate, sottraendo così la materia alla precarietà dei tribunali amministrativi.
Il principale obiettivo del Comitato, accelerando sui calendari di Marche e Basilicata, è prevenire il fenomeno dei decreti cautelari d’urgenza (i cosiddetti “stop dell’ultimo minuto”).
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Certezza del Diritto: Producendo pareri tecnici solidi e tempestivi, il Comitato cerca di offrire alle Regioni uno scudo giuridico. Se il calendario è supportato da dati scientifici aggiornati e validati dall’organo nazionale, diventa molto più difficile per i tribunali amministrativi (TAR) accogliere i ricorsi basati su vizi di forma.
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Riduzione del Contenzioso: L’impatto atteso è una diminuzione delle sospensive “facili”, garantendo ai cacciatori di poter programmare la stagione senza il rischio di interruzioni improvvise.
La gestione faunistica come “Funzione Pubblica”
Il Comitato ha voluto ribadire con forza un concetto cardine: la gestione della fauna non è un esercizio opzionale, ma una funzione pubblica essenziale. Secondo quanto emerso dai lavori, i tentativi di paralisi burocratica messi in atto dalle associazioni anti-caccia non possono e non devono fermare la macchina amministrativa.
“La gestione del territorio richiede risposte tempestive e tecniche; non può essere ostaggio di visioni ideologiche che puntano solo a bloccare il dialogo tra le parti.”
Procedendo con l’approvazione dei pareri e l’analisi delle istanze regionali, il Comitato Nazionale invia un messaggio di resilienza istituzionale, confermando che il calendario dei lavori proseguirà senza flessioni per tutta la durata della stagione.
Fonte: AB Agrivenatoria
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