Cinghiale: “braccata” o “selezione” ?

Cinghiale: “braccata” o “selezione” ?

Il dibattito tra braccata e selezione non è solo una questione di “balistica”, ma un vero e proprio scontro culturale, economico e scientifico che spacca il mondo venatorio e l’opinione pubblica

Cinghiale: “braccata” o “selezione” ?

La comparsa della PSA in Italia ha esasperato il conflitto:

  • Le autorità sanitarie spesso vietano la braccata nelle zone infette perché i cani e il movimento dei cacciatori potrebbero spingere cinghiali malati verso zone sane, allargando il contagio.

  • Questo ha creato forti attriti: le squadre di braccata si sentono “escluse” e temono che la selezione diventi l’unico metodo ammesso, portando alla fine della loro tradizione secolare.

La Braccata: Tradizione e Adrenalina

La braccata è la regina delle cacce collettive. Coinvolge squadre numerose (spesso oltre le 40-50 persone), mute di cani addestrati (i segugi) e una complessa organizzazione logistica.

  • Come funziona: I “canai” sciolgono i cani per scovare i cinghiali nel fitto della macchia, mentre le “poste” (i cacciatori appostati) attendono il passaggio del selvatico lungo i camminamenti abituali.

  • Il valore sociale: È un rito collettivo. La condivisione della fatica, il suono dei corni e la cena finale fanno parte di un patrimonio culturale rurale ancora vivissimo.

  • L’efficacia: È il metodo che garantisce il maggior numero di abbattimenti in un arco di tempo ridotto, fondamentale per il contenimento delle popolazioni in aree ad alta densità.

  • Le critiche: Viene spesso accusata di essere troppo rumorosa e di “destrutturare” i branchi, disperdendo gli individui sul territorio e causando potenziali danni alle colture vicine.


La Selezione: Precisione e Gestione

La caccia di selezione (o “caccia al cercio”) è un approccio radicalmente diverso, solitamente individuale, che si basa sulla conoscenza scientifica della specie.

  • Come funziona: Il cacciatore agisce da solo, all’alba o al tramonto, spesso da un’altana (punto di osservazione elevato). Prima di sparare, deve identificare con precisione la classe d’età e il sesso del capo, seguendo un piano di prelievo stabilito dai tecnici faunistici.

  • L’obiettivo: Non si punta al numero, ma all’equilibrio della popolazione. L’idea è quella di sostituirsi ai predatori naturali, prelevando soggetti specifici per mantenere sana la struttura del branco.

  • Vantaggi: Ha un impatto ambientale minimo. Non disturba il resto della fauna e permette un controllo chirurgico della specie.

  • Le critiche: Molti cacciatori tradizionalisti la trovano “fredda” o priva dell’emozione della sfida nel bosco.


Confronto Tecnico

Caratteristica Braccata Selezione
Partecipanti Gruppi numerosi (Squadre) Singolo cacciatore
Metodo Inseguimento con cani Appostamento o cerca
Target Indistinto (entro i limiti) Specifico (Classe d’età/sesso)
Impatto acustico Elevato Minimo
Strumento Carabina o fucile a canna liscia Carabina con ottica di precisione

Due facce della stessa medaglia?

Oggi la domanda non è più quale delle due sia la “migliore”, ma come integrarle. Con l’emergenza della Peste Suina Africana (PSA) e l’aumento dei danni all’agricoltura, la gestione del cinghiale richiede un approccio misto:

  1. La Braccata resta insostituibile per la rimozione massiva in territori impervi.

  2. La Selezione è fondamentale per il monitoraggio costante e il prelievo mirato vicino a zone antropizzate o parchi.

    Il Problema della Carne: La Filiera

    Un altro punto di incontro (o scontro) è la destinazione della carne.

    • Braccata: La carne viene divisa tra i soci (autoconsumo).

    • Selezione: Si sta spingendo affinché i capi vadano in Centri di Sosta Selvaggina (CSS) per essere venduti a ristoranti e macellerie con marchio di qualità e controlli sanitari rigorosi (obbligatori per la PSA).

    • n breve, il dibattito è acceso perché tocca il futuro della caccia: resterà una tradizione popolare legata al territorio o diventerà un servizio tecnico di controllo ambientale gestito da pochi specialisti?

In sintesi, il futuro della gestione del cinghiale in Italia non vede un vincitore unico, ma una specializzazione: la braccata per la macchia fitta e il contenimento massivo, la selezione per l’equilibrio biologico e la girata per le zone di “confine” tra uomo e natura.

  • Per ora il dibattito è acceso perché tocca il futuro della caccia: resterà una tradizione popolare legata al territorio o diventerà un servizio tecnico di controllo ambientale gestito da pochi specialisti?

GDM / Caccia & Dintorni

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