ATC: Una funzione importante ma che andrebbe rivista

ATC: Una funzione importante ma che andrebbe rivista

ATC: Custodi del territorio o uffici della burocrazia?

ATC: Una funzione importante ma che andrebbe rivista

In Italia, gli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) rappresentano il fulcro della gestione venatoria programmata. Introdotti dalla Legge 157/92, hanno lo scopo di bilanciare il prelievo venatorio con la tutela della fauna e delle attività agricole.

Ecco un’analisi schematica della situazione attuale, tra criticità gestionali e necessità ecologiche.


Pregi e Difetti del Sistema ATC

Caratteristica Pregi Difetti
Gestione del Territorio Decentramento decisionale: chi vive il territorio (cacciatori, agricoltori, ambientalisti) decide. Eccessiva burocratizzazione e conflitti di interesse tra le categorie rappresentate.
Ripopolamento Gestione diretta della fauna stanziale e monitoraggio delle popolazioni. Spesso si ricorre a immissioni di “pronta caccia” (animali d’allevamento) che hanno scarso successo riproduttivo.
Danni all’Agricoltura Esiste un fondo per il risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica. I risarcimenti sono spesso tardivi, insufficienti o difficili da ottenere per gli agricoltori.
Identità Locale Favorisce il legame tra il cacciatore e il proprio territorio (caccia “sotto casa”). Rischio di “chiusura” eccessiva verso i non residenti (limiti d’accesso).

Problemi Ambientali Emergenti

Il modello ATC oggi deve affrontare sfide ecologiche che non erano così marcate trent’anni fa:

  1. Squilibrio delle specie: L’esplosione demografica degli ungulati (cinghiali in primis) mette a dura prova la biodiversità forestale e la sicurezza stradale, mentre la piccola fauna stanziale (lepre, starna) è in forte declino.

  2. Frammentazione degli habitat: La cementificazione e l’agricoltura intensiva riducono le aree di rifugio e alimentazione.

  3. Inquinamento genetico: L’immissione di specie non autoctone o di ceppi allevati indebolisce la resistenza delle popolazioni selvatiche.

  4. Presenza di predatori: Il ritorno del lupo richiede una gestione dei territori molto più complessa rispetto al passato.


Miglioramenti Ambientali: Cosa si può fare?

Per trasformare gli ATC da semplici “gestori di tesserini” a veri custodi della biodiversità, sono necessari interventi strutturali:

Interventi Tecnici

  • Miglioramenti Ambientali a fini Faunistici (MAFF): Creazione di “siepi, filari e stagni” e semina di colture a perdere (campi lasciati incolti per nutrire la fauna durante l’inverno).

  • Ripristino dei corridoi ecologici: Connettere le zone di protezione (Oasi, ZRC) per permettere lo spostamento naturale degli animali.

  • Gestione del pascolo e del bosco: Incentivare pratiche che mantengano le radure, fondamentali per molte specie di uccelli e mammiferi.

Interventi Gestionali

  • Monitoraggio Scientifico: Abbandonare le stime empiriche a favore di censimenti rigorosi fatti con droni, fototrappolaggio e analisi del DNA.

  • Sostituzione del piombo: Accelerare la transizione verso munizioni atossiche per evitare il saturnismo (avvelenamento da piombo) nell’ambiente e nella catena alimentare.

  • Collaborazione con gli Agricoltori: Non solo risarcire i danni, ma pagare gli agricoltori per i “servizi ecosistemici” (es. mantenere un boschetto invece di abbatterlo).


Il futuro degli ATC dipende dalla capacità di passare da una visione puramente “venatoria” a una visione di gestione ambientale integrata. Se l’ATC diventa il luogo in cui cacciatori e ambientalisti collaborano per migliorare l’habitat, allora il sistema ha un senso; altrimenti rischia di diventare un guscio burocratico vuoto.

C&D

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