2 febbraio: la Giornata Mondiale delle Zone Umide
2 febbraio: la Giornata Mondiale delle Zone Umide
Italia 2026: Un Doppio Traguardo per la Tutela delle Zone Umide
Il prossimo 2 febbraio 2026, l’Italia si porrà al centro del dibattito ambientale internazionale con una celebrazione dal duplice valore: la Giornata Mondiale delle Zone Umide e il 50° anniversario della ratifica italiana della Convenzione di Ramsar.
L’evento non rappresenta solo una ricorrenza formale, ma segna mezzo secolo di impegno nazionale nella protezione di ecosistemi vitali per la biodiversità e la sicurezza climatica.
Il Tema del 2026: Cultura e Sostenibilità
Il focus scelto per l’edizione 2026 è “Zone Umide e Conoscenze Tradizionali: celebrare il patrimonio culturale”. L’obiettivo è duplice:
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Valorizzare i saperi locali: Riconoscere come le pratiche storiche di gestione del territorio possano offrire soluzioni moderne per il ripristino degli ecosistemi.
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Integrazione Scienza-Cultura: Promuovere un approccio che unisca i dati scientifici alla saggezza delle comunità residenti per contrastare il degrado ambientale.
L’Agenda delle Celebrazioni
La giornata sarà articolata in due momenti principali, coinvolgendo istituzioni di rilievo globale come la FAO, il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) e l’ISPRA.
| Sessione | Luogo | Focus |
| Mattutina | Sede FAO (Roma) | Sessione istituzionale con rappresentanze diplomatiche e organizzazioni internazionali. |
| Pomeridiana | Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa | Tavoli tecnici e visita guidata al Lago di Nazzano, tra i primi siti Ramsar italiani. |
All’incontro parteciperanno figure di spicco, tra cui il Sottosegretario di Stato Claudio Barbaro, il Vicedirettore Generale della FAO Beth Bechdol e la Segretaria Generale della Convenzione di Ramsar, Musonda Mumba.
Cos’è la Convenzione di Ramsar?
Fondata nel 1971 in Iran, la Convenzione di Ramsar è il trattato internazionale dedicato alla conservazione e all’uso sostenibile delle zone umide (paludi, lagune, torbiere). L’Italia ha ratificato il trattato nel 1976, riconoscendo il ruolo cruciale di queste aree nella regolazione del ciclo dell’acqua e come barriera naturale contro gli eventi climatici estremi.
L’impegno dell’Italia: Attraverso queste celebrazioni, il Paese conferma la volontà di allinearsi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, rafforzando la protezione di aree che sono, a tutti gli effetti, “polmoni blu” del pianeta.
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