Addestramento Cani: Proposta di Modifica al Piano Faunistico-Venatorio

Addestramento Cani: Proposta di Modifica al Piano Faunistico-Venatorio

Lo chiede Enalcaccia Lombardia che ha inoltrato in Regione questa lettera chiedendo un riscontro 

Riceviamo e pubblichiamo 

Integrazione Cruciale: Adeguamento del Piano Faunistico-Venatorio Regionale per l’Istituzione e la Gestione delle Zone Cinofile (Allenamento e Addestramento Cani)

Oggetto: Richiesta di integrazione del Piano Faunistico-Venatorio Regionale con specifico riferimento alle Zone di allenamento e addestramento dei cani da caccia – Richiamo alla normativa nazionale e regionale vigente

Alla cortese attenzione
della Regione Lombardia
Direzione Generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste
e p.c. agli Uffici competenti in materia faunistico-venatoria

Il/La sottoscritto/a BOSIO GIAN CARLO, in qualità di PRESIDENTE ENALCACCIA BERGAMO,
premesso che:

Addestramento Cani: Proposta di Modifica al Piano Faunistico-Venatorio
Lo chiede Enalcaccia Lombardia che ha inoltrato in Regione questa lettera chiedendo un riscontro

– nella documentazione attualmente in discussione relativa al nuovo Piano Faunistico-Venatorio Regionale della Lombardia (P.F.V.R.) non risulta alcuna esplicita previsione ED INDIVIDUAZIONE inerente le Zone per l’addestramento, l’allenamento e le gare dei cani da caccia;
– tale omissione risulta in contrasto con la normativa nazionale e regionale vigente, che impone l’inclusione di tali aree all’interno degli strumenti di pianificazione faunistico-venatoria;

ESPONE QUANTO SEGUE

L’art. 10, comma 8, lett. e), della Legge n. 157/1992 dispone in modo inequivocabile che i Piani Faunistico-Venatori devono comprendere:

“le zone e i periodi per l’addestramento, l’allenamento e le gare di cani anche su fauna selvatica naturale o con l’abbattimento di fauna di allevamento appartenente a specie cacciabili, la cui gestione può essere affidata ad associazioni venatorie e cinofile ovvero ad imprenditori agricoli singoli o associati”.

 

 

 

 

La Regione Lombardia ha da tempo recepito e regolamentato tale previsione attraverso:

– artt. 13, 14 e 21 della L.R. n. 26/1993, che disciplinano l’istituzione, la gestione e il funzionamento delle Zone per l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia;
– Regolamento Regionale n. 16/2003, Capo II, che definisce modalità operative, criteri, limiti e tipologie delle aree cinofile;
– le pianificazioni faunistico-venatorie provinciali tuttora vigenti, che in moltissimi casi già prevedono e regolano tali Zone in coerenza con la normativa superiore.

Pertanto, l’assenza nel nuovo P.F.V.R. di riferimenti espliciti a queste aree costituisce un vuoto pianificatorio rilevante, suscettibile di generare incertezza gestionale, disomogeneità territoriale e potenziali contrasti interpretativi con gli strumenti provinciali e con la normativa primaria.

SI FORMULA PERTANTO FORMALE RICHIESTA
che la Regione Lombardia, prima dell’adozione definitiva del nuovo Piano Faunistico-Venatorio Regionale:

inserisca espressamente nel P.F.V.R. il riferimento e l’individuazione delle Zone di addestramento, allenamento e gare dei cani da caccia, quali componenti obbligatorie del piano ai sensi dell’art. 10, comma 8, lett. e), della L. 157/1992;

richiami in modo puntuale la normativa regionale vigente (artt. 13, 14 e 21 della L.R. 26/1993 e Capo II del R.R. 16/2003), quale quadro regolatorio di riferimento per l’individuazione e la gestione delle suddette Zone;

coordini tali previsioni con le pianificazioni faunistico-venatorie provinciali attualmente in vigore, garantendo continuità giuridica e omogeneità territoriale;

valuti, infine, ogni modifica proposta alla luce dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e coerenza normativa, così come richiesto dalla legislazione nazionale e regionale.

Alla luce della rilevanza delle Zone cinofile per la completa attuazione della pianificazione faunistico-venatoria, nonché del loro chiaro inquadramento giuridico, si chiede che la Regione provveda tempestivamente a integrare il documento in discussione, evitando l’adozione di un piano incompleto o in contrasto con la normativa vigente.

In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.

Firma

PRESIDENTE ENALCACCIA BERGAMO

dr. GIAN CARLO BOSIO

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