Garfagnana e PSA: l’allarme di ANLC contro l’inerzia dei Comuni

Garfagnana e PSA: l’allarme di ANLC contro l’inerzia dei Comuni

PSA in Toscana, l’allarme di Libera Caccia: «Cacciatori blindati, ma i Comuni ignorano le regole»

Ne avevamo parlato una quindicia di giorni fa ospite della diretta proprio Sisto Dati: “Caccia al Cinghiale e PSA: Cosa sta succedendo e cosa rischiamo?”

Sisto Dati, vicepresidente vicario nazionale di Libera Caccia (ANLC)

GARFAGNANA – Il fronte della Peste Suina Africana (PSA) in Toscana si sposta dal bosco alle aule istituzionali. Al centro della polemica c’è il duro atto d’accusa di Sisto Dati, vicepresidente vicario nazionale di Libera Caccia (ANLC), che punta il dito contro un sistema di prevenzione a due velocità: rigido con chi pratica l’attività venatoria, quasi inesistente per le amministrazioni locali.

Il paradosso dei vincoli: cacciatori sotto assedio secondo l’Associazione, la gestione commissariale guidata da Giovanni Filippini ha introdotto, tra il 2025 e il 2026, protocolli di estrema severità. I cacciatori si trovano oggi a operare in un reticolo di obblighi sanitari e logistici che, paradossalmente, rischiano di soffocare l’unico strumento realmente efficace per il contenimento della malattia: il prelievo venatorio.

«Da mesi subiamo vincoli rigidissimi che rendono l’attività quasi impossibile — spiega Dati — proprio ora che il ruolo dei cacciatori sarebbe vitale per frenare l’epidemia».

Comuni inadempienti: manca la segnaletica

Se da una parte i cacciatori sono soggetti a controlli serrati, dall’altra molte amministrazioni comunali della Garfagnana sembrano essere rimaste al palo. L’Ordinanza n. 1 del 2026 impone ai Comuni obblighi precisi:

  • Installazione di cartellonistica informativa nelle zone infette o soggette a restrizione.

  • Informazione capillare alla popolazione sui rischi biologici.

  • Gestione logistica delle carcasse e supporto al controllo faunistico.

«Dobbiamo constatare con amarezza — prosegue il vicepresidente ANLC — che in molti territori della zona rossa non c’è traccia dei cartelli obbligatori. È un vuoto normativo e comunicativo pericoloso».

Sisto Dati, vicepresidente vicario nazionale di Libera Caccia (ANLC)“: migliaia di persone a rischio contagio

La preoccupazione di Libera Caccia sale in vista del Rally del Ciocco, previsto per fine mese. L’evento attirerà migliaia di spettatori nei boschi della Garfagnana, proprio dove il virus della PSA potrebbe essere latente.

Il rischio denunciato è il trasporto involontario del virus: senza una segnaletica adeguata, escursionisti, fungaioli e appassionati di motori potrebbero calpestare materiale biologico contaminato o imbattersi in carcasse infette, trasportando il patogeno a centinaia di chilometri di distanza tramite scarpe o pneumatici.

«È paradossale — conclude Sisto Dati — limitare drasticamente chi il bosco lo gestisce e lo conosce, consentendo al contempo grandi eventi e libero accesso ai boschi senza la minima prevenzione o informazione sui pericoli reali».

C&D

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