Iene: attacco alla caccia con la complicità delle guardie volontarie
Iene: attacco alla caccia con la complicità delle guardie volontarie
Ma perché nessuno ne parla, perché nessuno si è indignato – E’ ora di porre fine a questi attacchi contro la pratica venatoria – Ci attendiamo una prova di forza, non con i soliti comunicati stampa, ma fatta di azioni legali, di denunce e querele. Chi tutela la nostra passione ?
Un’analisi del servizio delle IENE : L’Italia non è un paese per uccelli – Potete guardare il video: L’Italia non è un paese per uccelli – Le Iene

Un servizio denigratorio per mettere in cattiva luce la pratica venatoria nella provincia di Brescia. Dopo il fango gettato sulla caccia, sulla modifica in corso della 157 falsamente definita “Legge sparatutto“, da “Il Fatto quotidiano” e dopo il veleno dell’ex ministra Brambilla è arrivato questo nuovo attacco da parte della nota trasmissione delle IENE messo in onda domenica sera 28 settembre, che ha parlato di valichi e di regali ai cacciatori
Il servizio televisivo delle IENE andato in onda il 28 settembre ha sollevato un acceso dibattito sulla caccia in Italia, in particolare nella provincia di Brescia. L’inchiesta, condotta da Matteo Viviani, ha portato alla luce diverse problematiche legate alla pratica venatoria, suscitando reazioni contrastanti. link del video messo in onda: L’Italia non è un paese per uccelli – Le Iene
Le nuove normative sulla caccia
Fino a pochi giorni fa, la caccia sui valichi era vietata, ma una recente modifica legislativa ha cambiato le cose, permettendo l’attività venatoria anche in queste zone.
Il ruolo delle guardie venatorie volontarie

Deplorevole anche il comportamento di chi non abbia esitato a prestarsi al gioco, nel proprio capanno, senza essere in grado di ribattere ai commenti e alle pesanti allusioni (provocazioni) del giornalista, lasciando così intendere che i cacciatori siano quello che è stato mostrato, ovvero persone senza scrupolo pronte ad aggirare le normative nel nome di una passione atavica.
Accuse di manipolazione e mancanza di contraddittorio
Il servizio ha mostrato immagini datate di oltre 15 anni ( Colle di San Zeno) e ha sollevato accuse di irregolarità, come la modifica dei tesserini di caccia e la falsificazione degli anellini per i richiami vivi. Tali rappresentazioni hanno portato ad equiparare i cacciatori a bracconieri, senza dare loro la possibilità di difendersi. La mancanza di un contraddittorio con esponenti del mondo venatorio ha suscitato critiche, dando l’impressione di un servizio a senso unico.
La risposta del mondo venatorio
Il servizio ha scatenato l’indignazione tra i sostenitori della caccia, legittima e autorizzata da una Legge Nazionale in fase di modifica( peggiorativa), che ritengono di essere stati rappresentati in modo ingiusto e unilaterale. Ci attendiamo che qualcuno, qualche associazione o qualche politico, raccolga il nostro invito e si muova nelle sedi opportune per difendere una categoria di gente “pulita”, replicando in maniera chiara ed inequivocabile ad accuse delle tutte gratuite e false messe in onda a livello nazionale.
Conclusioni
Il dibattito su questo servizio delle IENE evidenzia la complessità delle questioni legate alla caccia in Italia. È fondamentale che le discussioni su temi così delicati siano condotte in modo equilibrato, dando voce a tutte le parti coinvolte. Solo così si potranno trovare soluzioni condivise che tengano conto delle esigenze ambientali, sociali ed economiche.
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at 17:55
Le querele perchè siano efficaci vanno costruite con tutte le cautele ed il rigore del caso.
Ci stiamo lavorando.