APPASSIONATI CLUB SEGUGI DELL’APPENNINO

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Rifondazione del club segugio dell’Appennino “don Nando”

Una razza che merita di essere riconosciuta

A puro titolo informativo  – Il segugio dell’Appennino è considerato una delle varietà del piccolo lepraiolo italiano, assieme al montanino delle Alpi e al cravin piemontese. Lo standard ufficiale di razza del segugio dell’Appennino è stato concesso dall’ENCI nel 2005, manca però ancora il riconoscimento ufficiale della razza tra quelle italiane sia da parte dell’ENCI che da parte della FCI.

 

Di seguito pubblichiamo il comunicato che ci è stato inviato da Barbara Vanzelli della Pro Segugio di Brescia, che ha seguito l’incontro di Bologna.

 

Una muta di segugi dell’Appennino

Appassionati  – Grazie alla caparbietà e alla determinazione di Federico Biani e Mauro Mattarrozzi si è riunito a Bologna un buon gruppo di veri appassionati del segugio dell’appennino, sotto l’egida del presidente della S.I.P.S. Vincenzo Ferrara coadiuvato dai vicepresidenti Bruno Boccati, Paolo Agostini. Tra i presenti  Paolo Maremmi presidente del club don Nando, Italo Capri, Walter Nencetti, Jonny Fiorentini, Bruno Mugnaini, Giorgio Zauli e rappresentanti di alcune federazioni provinciali della S.I.P.S.
L’incontro è stato subito impostato alla cordialità e alla voglia di dialogo, Mauro Mattarrozzi ha esordito auspicando che l’individuazione della tipologia riferita alla razza del segugio dell’Appennino non sia tanto da ricercarsi in quelli che sono gli aspetti meramente morfologici, ma che la stessa sia riferita unicamente alle doti venatiche, alla qualità e allo stile di lavoro. Aggiungendo che non debba esserci un unico prototipo del cane ma che la biodiversita evidente tra le diverse famiglie non debba considerarsi una mancanza ma al contrario un patrimonio genetico per la razza.
Gli astanti hanno recepito e condiviso quanto sopra esposto.
Il presidente Vincenzo Ferrara ha reso delucidazioni relative alla situazione reale del riconoscimento della razza segugio dell’appennino da parte della F.C.I. evidenziando manifeste lacune da parte della F.C.I. stessa, in quanto il mancato o ritardato riconoscimento della razza segugio dell’appennino non ha ragioni plausibili in quanto ha suo tempo come per altro per il segugio maremmano è stata presentata l’intera documentazione richiesta dalla F.C.I. e consegnata in modo esaustivo.

Non si comprende  come la F.C.I abbia voluto riconoscere il segugio maremmano relegando il segugio dell’Appennino allo status di varietà del maremmano adducendo una banale vicinanza genetica, vicinanza che è comune praticamente a molti altri tipi di segugio, omettendo di fatto che la razza (segugio dell’appennino) in Italia esiste e ha certificati ENCI e partecipa alle prove stesse e quindi di fatto presente e riconosciuta.

APPASSIONATI CLUB SEGUGI DELL’APPENNINO
Il messaggio del presidente è che il Club lavori in futuro per ottenere il riconoscimento da parte della F.C.I. senza se e senza ma, senza modifiche ma esattamente come è stata presentata presso la F.C.I per riconoscere al segugio dell’appennino il rango e la dignità che gli sono dovuti. A tal proposito ha inoltre reso edotti i partecipanti riguardo la piena collaborazione offerta e garantita dal professor Ranieri insigne genetista il quale ha dato la sua ampia disponibilità a conferire con la F.C.I. al fine di perorare la causa del S.D.A. per il riconoscimento di cui ha diritto, essendo di tutta evidenza, come dimostrato esaustivamente dalla documentazione fornita, è a tutti gli effetti una razza fine a se stessa rendendone incontrovertibile il riconoscimento.
Tutto ciò senza nessun gravame ne onere per la S.I.P.S. la quale si è detta ampiamente disponibile ad intraprendere le migliori iniziative atte al riconoscimento alla razza S.D.A.
Il gruppo ha poi deciso unanimemente di costituire un gruppo di lavoro che possa accompagnare il Club a fine mandato, sostenere il tesseramento 2018, preparare la compagine del prossimo consiglio e il tesseramento 2019.

Barbara Vanzelli (Pro Segugio Brescia)

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