Progetto Mallard: la “Culla” dei Germani Reali
Progetto Mallard: la “Culla” dei Germani Reali
Il Progetto Mallard, nato dall’iniziativa dell’ACMA (Associazione Cacciatori Migratori Acquatici) nelle Marche, sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Quello che era nato come un esperimento locale per la tutela del germano reale è diventato un modello di gestione ambientale pronto a varcare i confini regionali per approdare su scala nazionale.
Caccia & Dintorni – lunedì 23 marzo alle 20,30 – dedicherà una diretta con i responsabili del Progetto Mallard delle Marche
Progetto Mallard: la “Culla” dei Germani Reali si espande in tutta Italia
Il successo della conservazione ambientale passa spesso per azioni semplici ma scientificamente mirate. È il caso del Progetto Mallard, l’iniziativa promossa dall’ACMA (settoriale della Federazione Italiana della Caccia) che, dopo gli ottimi risultati ottenuti nelle Marche, sta ufficialmente estendendo il proprio raggio d’azione al resto dello Stivale.
Un nido sicuro contro i predatori
Il cuore del progetto risiede nell’installazione di nidi artificiali specificamente progettati per i germani reali (Anas platyrhynchos). Nelle zone umide e lungo i corsi d’acqua, la nidificazione naturale è spesso messa a rischio da predatori opportunisti come volpi e corvidi, oltre che dal disturbo antropico e dalle variazioni del livello dell’acqua.
I nidi del Progetto Mallard offrono una protezione efficace:
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Posizionamento strategico: Collocati in specchi d’acqua idonei, lontano dalle minacce terrestri.
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Struttura protettiva: Una sorta di “tunnel” che garantisce sicurezza alla femmina durante la cova e aumenta drasticamente il successo riproduttivo della specie.
Dalle Marche all’Umbria e oltre
Partito inizialmente con pochi esemplari nella provincia di Macerata, il progetto ha visto nel 2026 una crescita esponenziale. Solo nelle prime settimane dell’anno, nelle province di Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata sono stati installati oltre 48 nuovi nidi, seguiti da ulteriori interventi ad Ascoli Piceno e Fermo.
Tuttavia, la vera novità è l’interesse nazionale: le prime installazioni sono già state avviate in Umbria e numerose richieste stanno arrivando da sezioni venatorie e associazioni ambientali di tutta Italia. L’obiettivo è creare una rete nazionale di monitoraggio e supporto alla biodiversità, coordinata dall’Ufficio Studi e Ricerche di Federcaccia.
Il ruolo del cacciatore come “Sentinella”
Il Progetto Mallard scardina il vecchio stereotipo del cacciatore come mero predatore. Qui, i volontari ACMA operano come veri e propri custodi della biodiversità:
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Costruzione e Manutenzione: I nidi sono realizzati a mano e installati dai volontari.
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Monitoraggio: Le guardie venatorie volontarie controllano periodicamente le cove per raccogliere dati scientifici.
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Gestione Habitat: L’intervento favorisce non solo i germani, ma l’intero ecosistema delle zone umide, a beneficio di molte altre specie acquatiche.
“È un’azione concreta che dimostra come la gestione sostenibile possa fare la differenza per il futuro dell’avifauna in Italia,” spiegano i responsabili del progetto.
Guardando al futuro
Con l’espansione nazionale, il Progetto Mallard punta a diventare un punto di riferimento per la ricerca scientifica, fornendo dati preziosi sulle abitudini riproduttive degli anatidi in un’epoca di forti cambiamenti climatici.
In base alle informazioni disponibili, le specifiche tecniche dei nidi utilizzati nel Progetto Mallard sono state studiate per massimizzare il successo riproduttivo del germano reale attraverso una protezione mirata contro i predatori.
Ecco i dettagli tecnici principali:
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Design a “Tunnel”: I nidi presentano una struttura tubolare o a tunnel. Questa forma è fondamentale per impedire l’accesso a predatori come i corvidi (che non riescono a entrare agevolmente) e le volpi.
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Posizionamento Elevato: Vengono installati su pali infissi nel fondale di zone umide o corsi d’acqua. Questo posizionamento li rende inaccessibili ai predatori terrestri e li protegge dalle variazioni improvvise del livello dell’acqua che potrebbero sommergere i nidi naturali a terra.
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Materiali e Realizzazione: Sono realizzati artigianalmente dai volontari dell’ACMA (Associazione Cacciatori Migratori Acquatici). Spesso vengono utilizzati materiali resistenti agli agenti atmosferici e rami o paglia per mimetizzare e rendere più accogliente l’interno per la femmina.
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Installazione Strategica: Vengono collocati in aree con acque calme e presenza di vegetazione ripariale, che garantisce cibo e riparo ai pulcini appena nati (i quali sono in grado di nuotare e nutrirsi autonomamente subito dopo la schiusa).
Il progetto prevede inoltre un monitoraggio costante da parte delle “sentinelle” ambientali per verificare l’occupazione dei nidi e raccogliere dati scientifici sul successo delle schiuse.
Caccia & Dintorni – lunedì 23 marzo alle 20,30 – dedicherà una diretta con i responsabili del Progetto Mallard delle Marche
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