La politica ha ucciso SUA MAESTA’ LO SPIEDO
Rabbia, sdegno, vergogna, indignazione: sono queste le parole per esprimere il sentimento comune di tanta gente dinnanzi alla notizia che la tradizione è stata sconfitta ancora una volta. La tradizione dello spiedo lombardo, tanto apprezzato e gustato nelle valli bresciane e bergamasche che da sempre accompagna la stagione della caccia. Per questo dobbiamo ringraziare tutti i nostri politici locali che ancora una volta, come fanno gli struzzi, hanno preferito infilare e nascondere la faccia sotto la sabbia. Gli stessi politici che si riempiono la bocca di belle parole e dichiarazioni a favore del mondo venatorio quando sono in campagna elettorale e quando, altra cosa in cui sono bravissimi, tagliano i nastri alle fiere di paese. Dove erano questi politici nel momento in cui con un “bliz” il Governo ha fatto passare questa schifezza di legge ? Il fatto è che la caccia è ormai scomoda e che per loro è preferibile sostenere i poteri forti, quelli che spalleggiano animalisti e ambientalisti radical-chic. Quei poteri che lasciano crescere come funghi i kebap, dove non esistono controlli igienico sanitari e macellerie islamiche e musulmane dove si sgozzano i capretti vivi lasciando scorrere il sangue. Calpestano le nostre tradizioni facendo in modo che siamo noi a doverci integrare agli stranieri che arrivano in Italia da ogni dove. Ai nostri cacciatori chiedono di censire i quattro uccelli in gabbia che vengono usati come richiami vivi ma nessuno controlla le migliaia e migliaia di extracomunitari clandestini che affollano le nostre aree urbane. Nessuno di questi ha pensato ai ristoratori che aspettavano la stagione della caccia per presentare il piatto della tradizione, una vera eccellenza gastronomica, ai posti di lavoro che andranno persi e al conseguente danno economico.
Poi questi politici attaccati alla poltroncina e al loro potere ci vengono a parlare di tradizioni. VERGOGNA !
Caccia & Dintorni – la redazione
E’ con piacere che pubblichiamo lo sfogo del consigliere regionale lombardo Sala, cacciatore e ex assessore alla caccia in Provincia a Brescia per molti anni.
La politica ha ucciso SUA MAESTA’ LO SPIEDO
“…Gira su’ ceppi accesi lo spiedo scoppiettando: sta il cacciator fischiando su l’uscio a rimirar… Questo è quello che canterei ai nostri parlamentari bresciani.” Dichiara con toni accesi il consigliere Alessandro Sala che ribadisce: “Siamo ridicoli proclamiamo a gran voce la salvaguardia delle tradizioni, poi a Roma i politici bresciani permettono che venga approvata una legge che ammazza lo spiedo con gli uccellini. Un applauso! In un momento di crisi invece che incentivare e difendere la le nostre tradizioni, invece che aiutare la nostra gente cancelliamo la storia dei nostri avi. Lo spiedo è un sapore unico e inconfondibile con la presenza degli uccellini. Il testo definitivo delle modifiche alla legge nazionale sulla caccia (la numero 157 del febbraio 1992) di fatto vieta la vendita di qualsiasi tipologia di uccello selvatico anche di importazione, salvo rare eccezioni. Complimenti al governo! E’ una grande vergogna! Non si può tacere e non richiamare chi ci rappresenta nelle aule del governo a metterci la faccia, non a Roma, ma davanti ai ristoratori che in questi anni si sono specializzati tanto che lo spiedo è stato riconosciuto piatto DE.CO. Una legge anti-venatoria del PD che ascolta gli ambientalisti e calpesta la gente che lavora e sta lottando contro la crisi e comunque è un altro dispositivo contro i cacciatori.”
Alessandro Sala
(Consigliere Regionale – Gruppo Maroni)
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