Il salto della quaglia: sarà la strada giusta ?

Il salto della quaglia

Il salto della quaglia : da un immagine venatoria ad un modo di dire che indica la scarsa coerenza. Ma siamo sicuri che sia la strada giusta ?

Il salto della quaglia In termini venatori  si trova nel comportamento della quaglia che, quando è inseguita dai cani dei cacciatori salta per disorientarli. Per i non più giovani era anche un gioco da cortile che si faceva fra due amici. L ‘espressione è spesso usata anche nel linguaggio politico dove indica un improvviso trasferimento da un partito ad un altro, per interessi talora particolari, senza badare alla diversa connotazione politica. Questa pratica è tipica del “trasformismo politico” o è chiamato comunemente “voltagabbana” o “cambio di casacca”.

Questo per dire che anche fra i cacciatori il “salto della quaglia” è diventato un hobby, un gioco e soprattutto il tentativo di vendersi al miglior offerente e magari dell’ accaparramento di una “cadrega”, ma potrebbe andare bene anche un piccolo “cadreghino” … mettiamo anche un piccolo un sofà.

Il salto della quaglia

dal “leccamenti” a Forza Italia, agli accordi con la Lega e poi ora tutti a saltare sul carro dei (presunti) prossimi vincitori, i nuovi patrioti di fede giorgiana. Una volta si diceva che la caccia e i cacciatori erano (e dovevano) restare trasversali alla politica, cercando un’unione d’intenti fra di loro per far fronte comune contro il potere e contro il “politicamente corretto” . Il fallimento dell’unione venatoria ha fatto si che oggi ci si schieri con la politica cercando di cavalcarla dal di dentro nel tentativo di occupare qualche poltrona ben pagata che dia più rispetto e più potere. Un inganno per il cacciatore medio, che lo si illude ancora, magari per qualche tessera, sapendo bene che i miracoli non li fa nessuno e che anche da dentro il SISTEMA non cambierà nulla perché alla fine prevarrà sempre lo  “yes man” . Chi era innamorato di quel politico e se lo portava anche a casa, chi gli organizzava cene ed incontri, chi pur di farsi un selfie con quella o quello non ti dico cosa… . E’ bastato poco per fare il “salto della quaglia”, una “trombata” elettorale, un indagine, o semplicemente un nuovo innamoramento verso quelli che promettevano di più “et voilà” il gioco è fatto: pronti salire sul carro di una nuova illusione. Con questo non intendo criticare nessuno perché tutti sono liberi di adottare le strategie migliori per cercare di arrivare ad un traguardo. Semmai il rammarico è quello, che anche senza un partito dei cacciatori, sarebbe bastata una maggiore forza e una maggiore volontà di coesione fra di noi per fa valere il peso di 500 o 600 mila voti di persone. Che se poi questo peso lo moltiplichiamo solo per 3 ( mamme, padri, moglie ecc), ci si accorge che la cifra diventa considerevole e intimidatoria per chiunque. Abbiamo la possibilità di essere una lobby potente ma oggi si preferisce scegliere un altra strada e va bene così, proviamo anche questa. Tutti pronti a scendere in campo, come diceva e dice ancora il Cavaliere, preparati e non preparati, capaci ed incapaci. Nel nome di una passione che ogni anno perde pezzi, che si allontana sempre più dalla società civile perché inabile nel dialogo e nella comunicazione, che non è stata in grado di proporre un vero rinnovamento unitario, di percorrere l’unica strada possibile per fare valere la propria forza contrattuale.

So bene che in tanti non sarete d’accordo su questi concetti e credete nel nuovo “messia” , ma i conti si fanno alla fine e vedremo cosa porteranno certi cambiamenti. Finché ognuno tira l’acqua al proprio mulino e gioca contro gli altri saremo sempre un armata “Brancaleone, pronta a dare credito al miglior banditore / imbonitore  del momento … e qui con il salto della quaglia.

G. DM

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2 Commenti

  • Fortunato Busana

    Di quaglie,quagliette e rediqualglie ce ne sono sempre stati,mai però come negli ultimi tempi di liquidità politica e di genere.C’è’ una persona che è transitata in tutti i Movimenti e Partiti politici del Centro destra compresi quelli minori.Un pessimo esempio di coerenza ed emblematico esempio di “prostituzione” politica politicante.

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