Emergenza ungulati: il Molise unisce agricoltori, cacciatori e ambientalisti
Emergenza ungulati: il Molise unisce agricoltori, cacciatori e ambientalisti
CAMPOBASSO – Non è più solo una questione di danni all’agricoltura o di sicurezza stradale; l’emergenza cinghiali in Molise diventa un banco di prova per la coesione sociale e politica della regione. Con un voto unanime che non lascia spazio a distinzioni di schieramento, il Consiglio Regionale ha approvato oggi una mozione cruciale per affrontare quella che è stata definita una “presenza abnorme” di ungulati sul territorio.
Un “patto di convivenza” istituzionale
La novità politica, illustrata in Aula dalla prima firmataria Micaela Salvatore (insieme ai consiglieri Facciolla e Fanelli), non risiede solo nell’urgenza degli interventi, ma nel metodo. La mozione impegna ufficialmente la Giunta e il Presidente della Regione a istituire un tavolo di coordinamento permanente che costringerà figure storicamente distanti a trovare una sintesi operativa.
Per la prima volta, i rappresentanti del mondo venatorio e quelli delle associazioni ambientaliste siederanno allo stesso tavolo insieme a Sindaci, agricoltori e allevatori. Un mix di interessi contrapposti – tra chi vede nel contenimento venatorio l’unica via e chi spinge per soluzioni ecologiche e preventive – che dovrà ora convergere verso un piano d’azione comune.
Le voci dell’Aula
Durante il dibattito, la consigliera Salvatore ha evidenziato come la situazione sia ormai fuori controllo, richiedendo un approccio multisettoriale. Prima del voto, l’Assessore Salvatore Micone ha ribadito la disponibilità della Giunta a tradurre l’atto di indirizzo in misure concrete e straordinarie.
“L’unanimità dell’Aula riflette la gravità di un problema che colpisce trasversalmente il tessuto produttivo e la sicurezza dei cittadini” è il messaggio che filtra da Palazzo D’Aimmo.
Gli obiettivi del Tavolo di Coordinamento
Il mandato conferito alla Giunta è chiaro e si articola su due direttrici principali:
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L’urgenza del metodo: Costituire immediatamente l’organismo di confronto per evitare interventi “a macchia di gatto” che finora non hanno prodotto i risultati sperati.
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L’urgenza del merito: Adottare, dopo il passaggio al tavolo, misure straordinarie per ridurre drasticamente il numero di capi e ripristinare l’equilibrio ecologico e la sicurezza nelle zone rurali e urbane.
La sfida della mediazione
La vera scommessa giornalistica sarà osservare come questo “matrimonio forzato” tra cacciatori e ambientalisti influirà sulle decisioni tecniche. Se da un lato gli agricoltori premono per indennizzi rapidi e abbattimenti selettivi, dall’altro i sindaci chiedono tutele per l’incolumità pubblica nei centri abitati.
Il Molise tenta dunque la carta della concertazione totale. Resta da capire se il tavolo sarà un luogo di reale operatività o l’ennesimo scontro tra visioni opposte della gestione del territorio.
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