Caro amico cacciatore … ci risiamo !

Caro amico cacciatore … ci risiamo !

Elezioni in vista …? Riecco i fake-cacciatori a caccia di voti.

Caro amico ti scrivo …. Siamo di nuovo sotto elezioni

Caro amico cacciatore … ci risiamo !  Il ciclico ritornello del “Caro amico cacciatore” sembra essere un fenomeno stagionale, che riprende vita in prossimità di determinate scadenze, come quella di giugno di cui ormai si parla tanto. Questo fenomeno si manifesta quando politici, personaggi pubblici e influencer, dopo mesi di silenzio o di attenzione rivolta altrove, improvvisamente riscoprono l’importanza della comunità dei cacciatori. Questo interesse rinnovato si concretizza in post sui social media, dichiarazioni pubbliche o presenze in eventi del made in italy che possono andare da salotti eleganti a cerimonie ufficiali, tutti momenti perfetti per dimostrarsi vicini al mondo della caccia pur non facendone parte in modo attivo e concreto.
La critica implicita in questo comportamento è evidente: sembra che l’attenzione verso i cacciatori sia mossa non da un genuino interesse per le loro esigenze o per la cultura venatoria, ma piuttosto da calcoli politici o di immagine. Questo atteggiamento ciclico può generare frustrazione e disillusione tra i cacciatori, che potrebbero percepire tali manifestazioni di interesse come meramente strumentali, soprattutto quando si manifestano in concomitanza con scadenze importanti, come elezioni o appuntamenti legislativi che possono influenzare la regolamentazione della caccia.
Di fronte a questa situazione, è fondamentale esercitare un senso critico e chiedersi quali siano le reali motivazioni dietro questi improvvisi slanci di attenzione. È importante valutare se vi sia un sostegno concreto alle problematiche del mondo venatorio o se, al contrario, si tratti solo di una strategia per accaparrarsi consensi. Questo momento di riflessione potrebbe anche essere un’occasione per i cacciatori di unirsi e chiedere maggiore coerenza e sostegno effettivo, che vada oltre le mere dichiarazioni e si traduca in azioni concrete a favore della comunità venatoria e della conservazione della natura.

di Michele Casale per  C&D

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