ACL e ANUU dal Prefetto

ACL e ANUU dal Prefetto : chiediamo più rispetto nei controlli e tutela contro le aggressioni degli animalisti

A Brescia ACL e ANUU hanno incontrato il Prefetto, sua Eccellenza il dott. Annunziato Vardè, per altro accompagnato dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Brescia e dal vicecomandante dei Carabinieri-forestali. A loro sono stati esposti, anche attraverso testimonianze, numerosi fatti relativi a controlli definiti come dire ….troppo “zelanti” da parte delle istituzioni locali preposte, ma anche da parte di quelle giunte in forze dalla capitale per quella che ormai è conosciuta come “Operazione Pettirosso”. Un operazione che da anni vede interessato il territorio bresciano per la lotta contro il bracconaggio, quello esercitato in maniera illegale a fini di lucro e non da cacciatori, tanto per intenderci, che praticano una passione legittima sancita da una legge nazionale. I controlli ci sono e vanno fatti e nessuno obbietta su questo, poiché sono gli stessi cacciatori a prendere le distanze da chi delinque o esercita in malafede il prelievo, attraverso l’uso di mezzi vietati e spesso privi pure della “licenza”.

– Un confronto sereno tra le parti, dove proprio sua Eccellenza il Prefetto di Brescia ha mostrato interesse al racconto di certi episodi accaduti.

Per il resto gli  “alti in grado” presenti, carabinieri e forestali,  pur prendendo nota della situazione esposta, hanno ripetuto che le forze messe in campo con compiti di polizia giudiziaria agiscono nell’osservanza degli “ordini di servizio” e di situazioni di controllo che possono sfociare  in indagini vere e proprie. Insomma a quanto pare ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, senza fare trapelare nessuna situazione di disagio e nessuna presa di posizione ufficiale.

Nell’incontro si è anche parlato però dei gravi atti di vandalismo e di disturbo all’attività venatoria compiuto da reietti senza idee che agiscono da criminali strumentalizzati dalle note sigle dell’animalismo più radicale.

ACL e Anuu hanno chiesto  al Prefetto di Brescia e alle autorità giudiziarie presenti di porre la stessa severità di controllo e di indagine messa in atto contro la caccia. Sarà il tempo a dire se qualcosa sarà cambiato in futuro, già dai prossimi giorni nelle nostre valli, quanto meno per ciò che riguarda una maggiore serenità e compostezza da parte di chi controlla e una maggiore collaborazione da parte di chi è controllato. Questo per evitare gravi episodi di tensione tra le parti come avvenuto di recente in Valle Sabbia e in Val Trompia e anche di vigilare sull’incolumità dei cacciatori come accaduto nel pavese proprio a due bresciani, selvaggiamente aggrediti da una dozzina di delinquenti mascherati che hanno anche tentato di rubare i fucili.

Solo il tempo, e magari lo si potrà verificare anche a breve, si potrà comprendere se questo incontro, un copia incolla dello stesso di un anno fa, sarà servito a dipanare qualche dubbio per una maggiore conciliazione tra le parti.  L’unico appunto semmai da fare è quello che incontri di questo tipo andrebbero fatti prima dell’inizio della stagione di caccia e non a fine a ottobre.

C&D

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