Sondaggi e ambiente: la doppia morale dei media e il caso Caccia
Sondaggi e ambiente: la doppia morale dei media e il caso Caccia
Dai dati dell’Ipsos Doxa sulle preferenze degli italiani al report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente: quando la narrazione mediatica ignora i numeri ufficiali sulle minacce alla biodiversità.
Nel dibattito pubblico e politico italiano, il confine tra informazione super partes e propaganda di settore appare spesso sfumato. L’ultimo scontro sulla riforma della legge sulla caccia ne offre una dimostrazione plastica: i media tradizionali e le emittenti televisive tendono ad amplificare con grande risalto i sondaggi in linea con la sensibilità animalista, lasciando nell’ombra studi e rilevazioni scientifiche d’impronta differente.
Il sondaggio commissionato dagli anticaccia
A riaccendere i riflettori sulla questione è stata la recente indagine promossa dalla Fondazione Capellino e condotta dall’istituto Ipsos Doxa. Secondo la ricerca — subito rilanciata dalla deputata e nota attivista animalista Maria Vittoria Brambilla — il 74% degli intervistati si direbbe favorevole all’abolizione della caccia, a fronte di un esiguo 3% incline a una maggiore liberalizzazione dell’attività venatoria.
Pur senza entrare nel merito delle metodologie di formulazione dei quesiti, è innegabile quanto l’opinione pubblica sia da tempo divisa e sensibile al tema. Ciò che desta perplessità, tuttavia, è la disparità di trattamento riservata dalla stampa quando a uscire sono report che ridimensionano l’impatto dell’attività venatoria rispetto ad altre minacce ambientali.
Sondaggi e ambiente: la doppia morale dei media e il caso Caccia
Cosa dice davvero il report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente
Oltre alla percezione dei cittadini, esistono infatti i dati e i fattori di pressione ecologica monitorati a livello continentale. Qualche tempo fa, l’AEA (Agenzia Europea dell’Ambiente) ha pubblicato un’analisi dettagliata sulle principali cause di degrado dell’ambiente e della biodiversità in Europa.
Analizzando la classifica percentuale delle minacce emerse dallo studio, il quadro risalta con chiarezza:
-
Agricoltura: 21,4%
-
Urbanizzazione e consumo di suolo: 12,9%
-
Gestione forestale: 10,8%
-
Inquinamento e attività militari: 10,5%
-
Modifica dei regimi idrici: 8,3%
-
Specie aliene e invasive: 7,3%
-
Sfruttamento diretto delle specie: 7,2%
-
Caccia: 0,66%
I dati europei indicano dunque che l’impatto diretto dell’attività venatoria sul degrado ambientale è marginale (pari a un centesimo di quello agricolo e nettamente inferiore a quello dell’urbanizzazione o delle specie invasive).
Un cortocircuito informativo e politico
La domanda che sorge spontanea è per quale motivo un report di portata europea venga ignorato dalle principali testate nazionali, mentre alle indagini d’opinione locali venga riservata una cassa di risonanza immediata.
Se considerati contemporaneamente, i due sondaggi evidenziano una palese contraddizione tra la percezione della minaccia diffusa dai media e la realtà dei dati scientifici forniti dagli enti di tutela ambientale. Il rischio è che una narrazione sbilanciata finisca per spostare l’attenzione politica dai veri fattori critici che minacciano la biodiversità — come la diffusione incontrollata di specie aliene e in soprannumero — concentrando il dibattito solo su battaglie ideologiche.
C&D – La redazione
Caccia: pareri a confronto – Emilia, Lombardia e Veneto
Caccia: pareri a confronto – Emilia, Lombardia e Veneto La diretta di martedì 22 settembre alle 20,30 – Incontro Interregionale con tre diverse associazioni e i loro dirigenti – Calendari, limitazioni, sentenze, Consiglio di Stato, specie cacciabili Guarda la puntata e lascia un commento – si è parlato anche di Mixomatosi e della situazione che si sta creando in Veneto […]
La ricerca scientifica vince al Consiglio di Stato
La ricerca scientifica vince al Consiglio di Stato Analisi della sentenza del TAR delle Marche con il Dott. Michele Sorrenti – Coordinatore Ufficio Studi e Ricerche scientifiche Federcaccia Condividi l’articolo sui social!
Sentenza storica e calendari: Marco Castellani (ANUU)
Sentenza storica e calendari: Marco Castellani (ANUU) Si parla della recente sentenza del Consiglio di Stato sul calendario della Regione Marche e degli sviluppi possibili della modifica di Legge 157/92 in attesa della ripresa della discussione degli emendamenti alla Camera Condividi l’articolo sui social!
DDL CACCIA: Intervista con Paolo Sparvoli, Presidente Nazionale A.N.L.C.
DDL CACCIA: Intervista con Paolo Sparvoli, Presidente Nazionale A.N.L.C. DDL Caccia e Audizioni: Il tempo stringe e le scadenze sono ormai alle porte. A che punto siamo davvero? La macchina delle falsità: Faremo chiarezza sulle fake news e le verità distorte diffuse a regola d’arte da politici, personaggi dello spettacolo e comici. È ora di rispondere con i fatti. […]



Commenti recenti