Piano Faunistico Toscana: la burocrazia uccide l’ambiente

Difendere gli appostamenti toscani significa difendere il futuro dell’ambiente e di una tradizione millenaria. Toscana: la burocrazia uccide l’ambiente

TOSCANA: IL NUOVO PIANO FAUNISTICO MINACCIA LA BIODIVERSITÀ E LA TRADIZIONE

Piano Faunistico Toscana: la burocrazia uccide l’ambiente

Si profila un duro colpo per la caccia alla migratoria e per la gestione del territorio toscano. Il nuovo piano faunistico rischia di smantellare migliaia di appostamenti fissi attraverso una valanga di blocchi burocratici: limiti rigidi di densità, ostacoli agli spostamenti, stop ai cambi di titolarità e alle nuove autorizzazioni.

Come UCIM (Unione Cacciatori Italiani Migratoristi), esprimiamo profonda preoccupazione per una scelta politica che va nella direzione esattamente contraria alla vera tutela dell’ambiente.

🌿 LA REALTÀ DEI FATTI: I CACCIATORI DANNO PIÙ DI QUELLO CHE PRENDONO

Troppo spesso gli appostamenti fissi vengono demonizzati da una narrazione ideologica e priva di basi scientifiche. Ma la verità è un’altra: l’appostamento non è solo un luogo di prelievo, è il fulcro di un’incessante opera di ripristino ambientale.

Grazie alla passione, agli investimenti e al lavoro quotidiano dei cacciatori, il territorio beneficia di:

  • 💧 Manutenzione attiva dei micro-habitat: Gestione dei livelli idrici nelle radure d’acqua, potature selettive e contenimento della vegetazione infestante.

  • 🦅 Oasi di rifugio e alimentazione: Creazione di zone di sosta vitali per l’intera avifauna migratoria (anche protetta), anfibi e piccoli mammiferi.

  • 🛡️ Presidio del territorio: Contrasto attivo al degrado, all’abbandono del suolo e al dissesto idrogeologico nelle aree più interne e svantaggiate.

“I cacciatori portano biodiversità: è infinitamente più quello che diamo al territorio in termini di cura, risorse e ripristino ambientale rispetto a quello che prendiamo con il prelievo venatorio.”

🛑 BASTA BUROCRAZIA IDEOLOGICA: CHIEDIAMO UN’INVERSIONE DI ROTTA

Mentre la scienza nazionale riconosce il valore ecologico degli appostamenti fissi come veri e propri custodi della natura, la Toscana sceglie la via dei divieti.

Chiediamo alla Regione un’immediata inversione di rotta. La biodiversità si tutela collaborando con chi il territorio lo vive e lo protegge ogni giorno, non con norme scritte a tavolino per cancellare la nostra presenza.

Difendere gli appostamenti toscani significa difendere il futuro dell’ambiente e di una tradizione millenaria. Noi non faremo un passo indietro. 💪🌲

Fonte : UCIM FIDC

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