Munizioni in piombo: l’UE accelera sul divieto
Munizioni in piombo: l’UE accelera sul divieto
E’ scontro con il settore venatorio
La Commissione Europea stringe i tempi per la messa al bando definitiva del piombo nelle munizioni spezzate. Secondo le ultime bozze del regolamento, presentate durante il World Forum on the Future of Sport Shooting Activities, Bruxelles punta a una transizione rapida: tre anni per il bando generale e cinque anni per il tiro sportivo all’aperto.
La notizia, riportata dalla sigla di categoria AB (rappresentante delle aziende agrituristico-venatorie in Italia), segna un punto di svolta in un dibattito che vede contrapposte le istanze ecologiste e la sostenibilità economica di un intero comparto.
La strategia di Bruxelles: “Tagliola” sui pallini, salve le palle singole
Il nuovo regolamento distingue nettamente tra le tipologie di munizionamento. Se per i pallini la strada sembra tracciata, le munizioni a palla singola restano per ora escluse dal divieto. La scelta risponde a due motivazioni principali:
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Sicurezza Nazionale: L’UE intende preservare l’integrità della catena produttiva in settori strategici.
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Impatto Ambientale: I dati indicano una dispersione di piombo significativamente inferiore (circa 8.000 tonnellate in vent’anni contro le oltre 550.000 dei pallini).
Il nodo del Tiro Sportivo e le deroghe
Per il tiro a volo e le discipline outdoor, la scadenza è fissata a cinque anni. Saranno tuttavia possibili deroghe, ma solo per quegli impianti che dimostreranno di utilizzare sistemi certificati per il recupero integrale dei metalli, impedendo la contaminazione del suolo.
Le preoccupazioni del settore: costi e performance
L’allarme lanciato dalle associazioni di categoria riguarda l’attuale immaturità dei materiali alternativi. Secondo la nota di AB, il passaggio a metalli diversi dal piombo presenta criticità non trascurabili:
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Balistica: Standard di precisione e resa non ancora paragonabili a quelli tradizionali.
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Costi: Un aumento dei prezzi di produzione che graverebbe direttamente sull’utente finale.
“Stiamo lavorando per evidenziare le lacune del documento e ottenere modifiche che rendano la transizione più sostenibile per il comparto”, dichiarano i rappresentanti di categoria.
Prossimi passi: l’iter legislativo
Il testo non è ancora definitivo. La bozza è attualmente al vaglio del Comitato REACH (l’organismo UE che regola le sostanze chimiche). Dopo i commenti tecnici, il documento tornerà alla Commissione e, a seconda della sua qualificazione formale, potrebbe richiedere un passaggio decisivo nell’aula del Parlamento Europeo.
Il calendario previsto dalla Commissione Europea è serrato e differenziato in base alla destinazione d’uso:
| Ambito di applicazione | Tempistica (dall’approvazione) | Condizioni / Deroghe |
| Munizioni spezzate (caccia) | 3 anni | Divieto assoluto di utilizzo e vendita. |
| Tiro sportivo all’aperto | 5 anni | Deroghe solo per impianti con recupero integrale certificato. |
| Munizioni a palla singola | Escluse | Motivi di sicurezza nazionale e minore dispersione ambientale. |
Analisi Tecnica: Il Piombo vs. i Sostituti
Il problema principale per il comparto venatorio e sportivo è che il piombo possiede una combinazione unica di densità, malleabilità e costo. Ecco come si comportano le principali alternative:
Acciaio (Ferro dolce)
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Pro: È l’opzione più economica e già ampiamente disponibile.
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Contro: Molto meno denso del piombo 7.8 g/cm3 contro 11.3 g cm3). Questo significa che perde velocità e forza d’impatto molto più rapidamente. Inoltre, essendo più duro, può danneggiare le canne dei fucili più datati (non “gigliati”).
Tungsteno (Leghe)
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Pro: Performance balistiche eccezionali, addirittura superiori al piombo grazie a una densità maggiore.
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Contro: Costi elevatissimi. Una cartuccia in tungsteno può costare fino a 5-10 volte più di una standard, rendendola insostenibile per il tiro sportivo ad alto volume.
Bismuto
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Pro: Densità simile al piombo (9.8 cm 3) e malleabilità che lo rende sicuro anche per i vecchi fucili di pregio.
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Contro: Estremamente fragile (tende a frammentarsi all’impatto) e molto costoso a causa della scarsa reperibilità della materia prima.
C&D
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