ARCI CACCIA Lombardia spiega perchè si possono chiedere 2 giornate

ARCI CACCIA Lombardia spiega perchè si possono chiedere 2 giornate

Stagione 206/27 Uno studio di Arci Caccia Lombardia RICHIESTA GIORNATE AGGIUNTIVE (1)

Caccia alla Migratoria in Lombardia: La Scienza smentisce i “No” di ISPRA

ARCI CACCIA Lombardia spiega perchè si possono chiedere 2 giornate

Il Calendario Venatorio 2025/26 della Regione Lombardia segna un punto di svolta fondamentale per la gestione della piccola fauna migratoria. L’Assessorato, con una scelta coraggiosa e tecnicamente inappuntabile, ha confermato la concessione della giornata aggiuntiva per la caccia alla migratoria nei mesi di ottobre e novembre per le province di Brescia e Bergamo.

Questa decisione, assunta nonostante il parere contrario di ISPRA, non è un atto di sfida politica, ma il risultato di un’analisi rigorosa dei dati scientifici che dimostrano quanto le restrizioni ideologiche siano ormai anacronistiche.

I Numeri della Conservazione: Specie in Ottima Salute

Secondo l’analisi prodotta da Arci Caccia Lombardia, i dati internazionali sullo stato di conservazione delle specie chiave raccontano una realtà molto diversa da quella paventata dagli uffici romani dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

  • Tordo Bottaccio e Cesena: Entrambe le specie sono classificate come “Least Concern” (minimo rischio) sia a livello europeo che globale dalla IUCN Red List.

  • La prova dei fatti: Il fatto che queste popolazioni godano di ottima salute, nonostante in Lombardia si sia cacciato per anni con il regime delle due giornate aggiuntive, dimostra inconfutabilmente che il prelievo venatorio non rappresenta un fattore di rischio per la conservazione della specie.

Il Tordo Sassello: Un Miglioramento che Ignora i Pregiudizi

Anche per il Tordo Sassello, spesso oggetto di particolari attenzioni restrittive, i dati confermano un trend positivo. La classificazione globale è recentemente migliorata, passando da “Near Threatened” (quasi minacciata) a “Least Concern”. Questo passaggio riflette un aumento delle popolazioni a livello continentale, smentendo le tesi di chi vorrebbe ridurre i tempi di prelievo basandosi su dati obsoleti.

Il Paradosso del “Principio di Precauzione”

L’analisi di Arci Caccia mette a nudo l’uso improprio che ISPRA fa del cosiddetto principio di precauzione. Tale principio, per essere applicato correttamente, richiederebbe un’analisi del rischio oggettiva e obbligatoria.

“I dati dimostrano che decenni di stagioni venatorie con tre giornate ordinarie e due aggiuntive non hanno causato alcun peggioramento dello stato di conservazione delle tre specie.”

Invocare la “precauzione” quando i numeri (trend PECBMS) dicono il contrario, trasforma uno strumento scientifico in un ostacolo ideologico. La posizione di ISPRA appare dunque come una scelta di parte, certamente non supportata dalle evidenze biologiche e dai monitoraggi internazionali.

Da ARCI CACCIA LOMBARDIA

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