SEGUGIO NERO FOCATO- TESTA GIALLA-TESTA ROSSA

SEGUGIO NERO FOCATO- TESTA GIALLA-TESTA ROSSA

Oggetto: Precisazioni tecniche in merito alla colorazione del mantello del Segugio Italiano e allo standard ENCI/FCI

Con la presente si ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti di carattere tecnico e scientifico in merito all’interpretazione dello standard ENCI/FCI del Segugio Italiano, con particolare riferimento alla colorazione del mantello comunemente definita “testa gialla” o “testa rossa”.

SEGUGIO NERO FOCATO- TESTA GIALLA-TESTA ROSSA

Lo standard ufficiale ENCI/FCI del Segugio Italiano a mantello nero focato definisce in modo chiaro e inequivocabile la distribuzione delle focature, specificando testualmente che:

«Le focature, come in tutti i cani nero focati, devono essere sul muso, sopracciglia, petto, arti dal carpo al piede e dal tarso al piede nonché sul perineo».

Lo stesso standard precisa inoltre che:

«Il nero focato può portare la stella bianca al petto ed in tal caso il Segugio Italiano viene chiamato tricolore».

Tale formulazione non lascia spazio a interpretazioni discrezionali e identifica il nero focato come una colorazione distinta, tipizzata e rigorosamente delimitata.

È tuttavia evidente che nell’attuale popolazione del Segugio Italiano risulta ampiamente diffusa una tipologia di mantello fulvo con sella nera, di estensione variabile, comunemente denominata “testa gialla” o “testa rossa”, non espressamente prevista dall’attuale standard di razza.

 

Questi soggetti:

· non presentano la distribuzione delle focature propria del vero nero focato;

· non rientrano nella definizione cromatica contemplata dallo standard vigente;

· vengono tuttavia frequentemente giudicati, sia in esposizione sia nelle verifiche zootecniche, come Segugi Italiani a mantello nero focato, generando una evidente incongruenza tecnica.

Si ritiene doveroso precisare che tali osservazioni non hanno finalità polemiche né intenti penalizzanti.
In nessun caso è stata richiesta l’esclusione o la svalutazione dei Segugi Italiani con mantello fulvo a sella nera, che anzi rappresentano una percentuale maggioritaria della popolazione attuale della razza.

Al contrario, l’intento è quello di richiamare l’attenzione degli organi competenti sulla necessità di una coerenza formale tra standard scritto, realtà allevatoriale e prassi giudicante, auspicando che una tipologia cromatica così diffusa venga eventualmente riconosciuta e correttamente codificata all’interno dello standard ufficiale.

È stato osservato da alcuni che tale colorazione non rientra tra i colori espressamente indicati come motivo di squalifica. Tuttavia, in ambito cinotecnico, l’assenza di una previsione di squalifica non equivale automaticamente a un’ammissione.
Per analogia, un Segugio Italiano completamente nero o tigrato, pur non menzionato tra i colori da squalifica, verrebbe unanimemente considerato fuori standard e pertanto non giudicabile.

Il tema sollevato riguarda esclusivamente la correttezza tecnica e scientifica dell’applicazione dello standard, e non il valore funzionale, venatorio o selettivo dei soggetti interessati.

Ogni eventuale modifica, integrazione o aggiornamento dello standard di razza rientra unicamente nelle competenze di ENCI e FCI (Fédération Cynologique Internationale), cui spetta il compito di valutare e disciplinare la materia.

Nel rispetto dei ruoli e delle istituzioni, si auspica che tale riflessione contribuisca a un confronto costruttivo, fondato sul buon senso, sulla trasparenza e sul rigore tecnico, nell’interesse della corretta tutela e valorizzazione del Segugio Italiano.

DR. GIAN CARLO BOSIO

 

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