Spiedo in Comunità Montana e il massacro mediatico
Spiedo in Comunità Montana e il massacro mediatico – di vergognoso c’è solo la campagna diffamatoria

Non ha perso tempo neppure l’On. Brambilla, animalista e paladina degli anticaccia di casa nostra, che ha sollevato la questione chiedendo addirittura un interpellanza parlamentare. Non c’è da meravigliarsi se si chiameranno in causa anche il Presidente Sergio Mattarella, l’ Unione Europea, l’ONU, la FAO, la NATO e lo Stato Vaticano . Una minaccia che arriva dalla sempre più potente la lobby verde che sta avanzando in tutta Europa, che vorrebbe cancellare la passione venatoria e con essa le tradizioni di cui fanno parte anche i piatti tipici a base di selvaggina come lo spiedo bresciano e la “polenta e osei” bergamasca.
Con questo non vogliamo prendere le difese della Comunità Montana della Valtrompia, che sul fatto dello spiedo con avifauna protetta all’interno di un luogo istituzionale è indifendibile, ma quanto sta accadendo ha dell’incredibile, ridicolo e ripugnante. In un momento di pandemia mondiale, come quello che stiamo vivendo da oltre un anno, con i cacciatori in prima fila nel prodigarsi nelle raccolte di fondi, e di fronte a reati gravissimi e fatti di cronaca veri come gli stupri e i femminicidi quotidiani, per non parlare dell’evasione fiscale, l’inquinamento ambientale, la corruzione e altro ancora, questo episodio, contestabile finchè si vuole, è stato manipolato da mani esperte per gettare fango sulla caccia e sui cacciatori, ma anche su una provincia ed in particolare una Valle che da secoli regge la propria economia su di un comparto ben specifico conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo e per quale noi ne adiamo fieri. Chi ha sbagliato ne pagherà le conseguenze ma la vera vergogna sono coloro che hanno dato vita ad una campagna diffamatoria e speculativa senza il minimo imbarazzo e senza ritegno al solo scopo di ottenere un pò di visibilità mediatica.
G. De Maria
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