Parliamo di caccia e di nuove generazioni
Parliamo di caccia e di nuove generazioni – di Michele Casale
Parliamo di caccia … occorre un ricambio generazionale con giovani preparati e capaci di dialogare con la società civile
Parliamo di caccia -Per parlare di caccia in questo nuovo articolo vorrei partire da una frase molto bella che è questa: “La tradizione non consiste nel mantenere le ceneri ma nel mantenere viva una fiamma e trasferirla alle nuove generazioni” . Cosa significa? … Ora lo spiego
La caccia, come ho già avuto modo di scrivere, è una passione praticata ormai da una popolazione di anziani. Anziani ai quali dobbiamo solo dire grazie ! Grazie per averla portata avanti con tanto vigore, grazie per averla sostenuta e per aver combattuto, ma è una passione che senza un passaggio di testimone è destinata a finire.
Per quanti anni riusciremo a sopravvivere in queste condizioni? Per quanto tempo il popolo dei cacciatori riuscirà a “parare” tutte le insidie che giungono dal mondo animalista e da quella parte della società civile che ci odia a prescindere?
Gli attacchi sono sempre più insistenti e ogni volta sempre più pesanti da affrontare, ed i nostri cacciatori sono ormai stanchi. Ecco che occorre pensare ad un ricambio generazionale a tutti i livelli: dalla base dei praticanti fino a ricoprire i livelli più alti nel mondo associativo attraverso un percorso di formazione autentico che riporti l’ Arte Venatoria ad occupare quel ruolo di equilibrio uomo-natura che gli compete e che gli consenta di essere garante e riferimento delle istituzioni, come già avviene anche in altri stati membri europei.
Oggi, purtroppo, si ragiona ancora per numero di tessere, per chi offre polizze più vantaggiose con la promessa e con la lusinga di un futuro venatorio migliore ma quello che manca è la sostanza. Usare i social per vendere polizze e miraggi è cosa da venditori della di aspirapolvericaccia, ovviamente con tutto il rispetto per chi vende quel prodotto presente in tantissime abitazioni, Chi lo fa se ne guarda bene di pensare ad un ricambio e di farsi da parte … !
Investire sui giovani non è certo facile ma ci si deve provare. Bene e bravi quelli che in un periodo come questo, ancora di grave pandemia, stanno organizzando e tendendo i corsi di abilitazione venatoria usando i moderni strumenti che la tecnologia e il web ci mettono a disposizione. Sappiamo bene che la didattica a distanza non è sufficiente, ma è certo una forte attrattiva per i ragazzi.
Parliamo di caccia …. -La caccia del futuro dovrà per prima cosa essere etica e sostenibile ed è questo il fine a cui puntare. Ma per farlo occorre una classe dirigente preparata capace di guardare maggiormente al futuro e un po’ meno al carniere. Servono giovani capaci di relazionarsi a tutti i livelli, scuola compresa.
Per fare questo però è necessario cambiare anche il concetto che abbiamo oggi della caccia. Basta con le beghe di condominio interne e basta anche le liti fra tipologie di caccia che portano inesorabilmente ad una parola sola : sconfitta.
In questi giorni è nato anche il Ministero della transizione ecologica (il MiTE) – come vi è in Francia (Ministère de la Transition écologique) creato all’inizio degli anni settanta come Ministero della protezione della natura e dell’ambiente
Da qui parte una “sfida imponente” ambientale e sociale che è quello che la società chiede da tempo e questo è un treno sul quale la caccia e i cacciatori devono salire a pieno titolo. Ecco perché serve ….mantenere viva una fiamma e trasferirla alle nuove generazioni.
Michele Casale
Antropologo naturalista
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