Due pesi e due misure – Stesso trattamento per gli animalisti
Due pesi due misure …. ! Non equipariamo i bracconieri ai cacciatori
Due pesi e due misure – Stesso trattamento per gli animalisti che delinquono restando impuniti
“Operazione “Pettirosso” – Carabinieri Forestali COMUNICATO STAMPA pettirosso 2019 v3
Due pesi- due misure…. ? – Perché da una parte vediamo e apprezziamo l’impegno che le forze dell’ordine preposte ci mettono per contrastare il fenomeno del bracconaggio e degli illeciti venatori, dall’altra però, sul fronte animalista, si tende sempre a sorvolare, chiudere un e e giustificare atti vandalici e crimini di gravissima portata.
Due pesi due misure !
Anche quest’anno si è conclusa con successo l’Operazione Pettirosso, che ha visto il territorio bresciano e mantovano passato al setaccio per un mese da 50 Carabinieri Forestali giunti da Roma, i SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del Raggruppamento CC CITES. Luoghi dell’operazione – così il testo del comunicato ufficiale – le Province di Brescia e di Mantova punti caldi del bracconaggio italiano ed inseriti tra i “Black Spot” nel Piano d’Azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici.
Operazione che ha portato i Carabinieri Forestali alla denuncia di oltre 130 bracconieri – sequestrati 1500 dispositivi illegali di cattura e 77 fucili – oltre 3800 uccelli rinvenuti di cui 840 vivi. I numeri dell’operazione sono stati raggiunti grazie anche alla collaborazione delle associazioni ambientaliste (CABS, Legambiente, WWF e LAC), dei cittadini nonché dei cacciatori, dimostrano come il fenomeno sia tutt’altro che in regressione.
Adesso domandarsi quanto possa incidere sulle casse dello Stato il costo di questa operazione che si ripete ogni anno pare superfluo, come del resto è legittimo domandarsi anche se questi militari del nucleo speciale non fosse meglio impiegarli in altre situazioni per garantire la sicurezza del paese, come il presidio delle stazioni ferroviarie o la lotta contro l’uso di droga che sta dilagando a macchia d’olio, anche dentro e fuori le scuole, o altri compiti delicati forse anche maggiormente apprezzati da una società civile che manifesta, anche per il clima politico che si è instaurato, sempre maggiore paura e insicurezza.
Resta il fatto che il bracconaggio, quello commesso senza scrupoli da soggetti che nulla hanno a che spartire con la caccia, che lo praticano sistematicamente e furtivamente (senza porto d’armi e licenza), al solo scopo di trarne profitto economico, deve essere fermato e condannato a prescindere, senza se e senza ma. Come vanno puniti tutti quei cacciatori che contravvengono le regole utilizzando strumenti non consentiti o che sparano a specie protette e vietate, che finiscono in questo modo per essere equiparati, senza distinzione alcuna, da quella fetta di società civile che è contro la caccia, ai bracconieri.
Due pesi .. due misure – Dall’altra parte stiamo però assistendo ad un’ escalation di crimini violenti contro chi pratica il prelievo venatorio in maniera corretta e legale, sancito da una legge dello Stato, commessi senza ritegno da animalisti, delinquenti, che mascherati agiscono in gruppo. Dagli insulti e dalle provocazioni siamo passati agli agguati e alle aggressioni vere e proprie. Non ultimo in provincia di Brescia sono state rinvenute pericolosissime “trappole anti-uomo” ben mimetizzate sui sentieri nelle campagne (dove per’altro passano cercatori di funghi e ciclisti) in pieno stile militare. Trappole atte a far male, che potevano uccidere. Addirittura nella provincia di Monza si sono costituite le “ronde anti-cacciatori” – forma repressiva di raggruppamento vietata dalla nostra Costituzione e punibile penalmente. Per non parlare di tutte quelle azioni di disturbo dell’attività venatoria che ormai vengono messe in opera sistematicamente con lo scopo di provocare una reazione violenta da parte degli aggrediti. Non parliamo poi degli atti vandalici ai capanni di caccia e alle auto dei cacciatori.
Quello che ci rammarica è il fatto che queste persone la passano sempre liscia. Spesso non vengono neppure identificate e quando lo sono se la cavano sempre con poco o nulla.
Di fatto non vediamo la stessa pressione e lo stesso impegno messo in opera contro il bracconaggio e il controllo della pratica venatoria.
Due pesi e due misure, ma questo è ormai evidente ed è sotto lo sguardo di tutti. Quindi va bene contrastare la frode della fauna selvatica, il bracconaggio e gl’illeciti compiuti da alcuni cacciatori, ma si pretende e sarebbe corretto e doveroso prevenire e sanzionare duramente anche sul fronte opposto dove questi animalisti delinquono impuniti. I cacciatori sono gente per bene, con la fedina penale “immacolata” e chiedono solo rispetto e un pari trattamento.
Foto e dati forniti da Carabinieri Forestali di Brescia
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