Approvati 3 importanti emendamenti in Regione
Approvati 3 importanti emendamenti in Regione Lombardia –
Cacciapensieri ….
L’ VIII Commissione di Regione Lombardia ha approvato 3 importanti modifiche alla legge regionale 26/93.
Federcaccia Lombardia ha curato con particolare attenzione la stesura dei testi unitamente ad altri emendamenti non meno importanti ma più di carattere tecnico. Fondamentale il consenso ottenuto dall’assessore Fabio Rolfi che ha curato i rapporti con i vari gruppi politici e l’impegno, sempre profuso con grande generosità ed intelligenza da Floriano Massardi.
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Il primo emendamento prevede l’eliminazione del limite delle 55 giornate di caccia previsto solamente dalla legge regionale ma non da quella nazionale; una limitazione questa che a tanti cacciatori, fortunati per il tempo a disposizione, impediva di concludere le stagioni venatorie. Inoltre l’intenzione della Regione di prolungare alcune forme di prelievo venatorio, pensiamo alla selezione al cinghiale, necessitava dell’abolizione di questa norma.
- Il secondo emendamento poi, fondamentale per eliminare troppi equivoci ed ingiustizie perpetrate in questi anni, prevede che per misurare le distanze di legge dei capanni si debba seguire la morfologia del terreno e non la linea retta tra i due punti. In questo modo si sono cancellati tanti storici capanni.
- Il terzo emendamento approvato, molto importante . A causa della nuova classificazione catastale le storiche “casine” vicine molto spesso ai capanni non sono più considerate “ricovero attrezzi” ma fabbricato rurale. Le casine lo sappiamo tutti sono degli immobili costruiti negli anni passati solo come depositi per attrezzi agricoli e per le gabbie degli uccelli dei capanni ed oggi non possono essere considerati immobili rurali al pari di una cascina o una stalla della bassa. E comunque la nuova denominazione prevista da Regione varrà solo, per i capanni esistenti e non per i nuovi
*Il TAR di Milano con sentenza 2484/18 ha annullato il Decreto Dirigenziale Regionale 13062 del 14/09/2018 relativamente alle prescrizioni per la caccia all’allodola.
Per la corrente stagione venatoria (2018/2019) è pertanto consentito il prelievo venatorio per ciascun cacciatore di 10 capi giornalieri e 50 capi stagionali di allodole, senza distinzione tra cacciatori specialisti e generalisti- chi avesse quindi già segnato un carniere complessivo di 50 allodole …ha concluso la stagione
ATC – Altro tema centrale è quello della semplificazione amministrativa per la pratica dell’attività venatorio dove attraverso l’introduzione di nuove norme si è voluto semplificare il lavoro degli Ambiti territoriali di caccia (ATC) , evitando situazioni di stallo come quella che ha bloccato l’Atc di Brescia, portandolo al commissariamento, e chiarito la responsabilità dei censimenti della popolazione faunistica onde impedire rimpalli di responsabilità come quelli che nei mesi scorsi hanno portato al rinvio della caccia al cinghiale. Abbiamo inoltre chiarito le modalità di segnatura dei capi sul tesserino, che può essere fatto anche dopo aver raccolto il capo. Questo eviterà conflitti interpretativi nella vigilanza. l’obbiettivo della Regione è quello di è rendere più chiara la normativa e più sicura l’attività.
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