Scuola e ambiente: a Casto la lezione dei Carabinieri Forestali
Scuola e ambiente: a Casto la lezione dei Carabinieri Forestali
I Carabinieri Forestali “salgono in cattedra”: a Casto la lezione di legalità per proteggere il futuro delle foreste bresciane
Focus su prevenzione e biodiversità: l“Arma” dell’educazione per contrastare l’emergenza incendi dopo il rogo di Tignale.
CASTO (BS), – Insegnare la legalità per difendere l’ambiente. Con questo spirito, i militari dei Nuclei Carabinieri Forestali di Idro e Gavardo hanno incontrato oggi gli studenti della scuola secondaria di Casto. Una lezione speciale, lontana dai codici cartacei e vicina al territorio, dedicata alla tutela della biodiversità e alla prevenzione degli incendi boschivi.
L’iniziativa cade in un momento critico: in questo periodo vige il divieto assoluto di accensione fuochi e abbruciamenti di residui vegetali. Solo ieri, 13 marzo, un incendio ha colpito la località Olzano del comune di Tignale che, grazie al tempestivo intervento dei volontari antincendio boschivo, ha interessato 800 metri quadri di una pineta di pino nero.
L’ambiente come durante l’incontro, i militari hanno spiegato che l’ambiente non è solo ciò che ci circonda, ma un sistema complesso di fattori fisici, chimici e biologici in cui siamo tutti immersi. Proteggere la foresta significa preservare unentità che permette la vita nostra e delle generazioni future attraverso un uso sostenibile delle risorse.
La severità della legge, dal Codice Penale ai vincoli decennali: un passaggio chiave ha riguardato le conseguenze giuridiche di un incendio. Il reato di incendio boschivo con le severe pene previste dal codice penale, i vincoli post-incendio. I ragazzi hanno appreso che un bosco bruciato non può cambiare destinazione d’uso per 15 anni e, per 10 anni sono vietati il pascolo, la caccia e ogni tipo di edificazione.
Un punto centrale della lezione ha riguardato il ruolo delle sanzioni amministrative: i Carabinieri Forestali hanno spiegato che queste multe rappresentano il primo e più importante livello di
prevenzione: colpire chi accende fuochi o brucia sterpaglie in periodi vietati serve a scoraggiare comportamenti imprudenti prima che possano innescare un incendio indomabile. La sanzione
amministrativa funge quindi da deterrente immediato: educa alla responsabilità e mira a impedire che una condotta rischiosa si trasformi in un disastro ambientale.
I numeri dell'emergenza nel territorio bresciano: sebbene il fenomeno degli incendi boschivi sia in diminuzione rispetto agli anni passati, l’attenzione dei Carabinieri Forestali resta altissima.
Bilancio 2025: Nella provincia di Brescia sono stati registrati 31 incendi boschivi. Il fuoco ha devastato complessivamente circa 125 ettari di territorio, suddivisi tra 55 ettari di superficie boscata
e 70 ettari di prati e pascoli. Nello stesso anno i Carabinieri Forestali hanno sanzionato 32 persone per un importo complessivo di oltre 6 mila euro.
Proiezione 2026: Quello di Tignale è il quarto incendio dell’anno dopo gli eventi di Collio, Malonno e Sabbio Chiese. L’attività repressiva nel 2026 ha già portato alla sanzione di 20 persone per fuochi accesi in periodo di divieto, con multe che superano già i 7 mila euro.
Una sentinella per il futuro. La repressione non basta, hanno concluso i militari dei Nuclei di Idro e Gavardo. Serve consapevolezza, ogni azione individuale ha un impatto diretto sulla salute della collettività. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di sensibilizzare gli studenti che, come ogni cittadino, possono essere "sentinelle della biodiversità", pronte a segnalare ogni pericolo e a diffondere a sua volta una cultura del rispetto dell’ambiente che vada oltre la semplice paura della sanzione.
Regione Carabinieri Forestale “Lombardia” – Gruppo di Brescia
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