Salviamo lo Spiedo – Civiltà Rurale XII – 14/15
Il Caricatore di Gussago (BS) ospita in questa puntata di Civiltà Rurale le varie voci che sono rimaste sconvolte e profondamente toccate dalla legge votata recentemente che vieta il trasporto, la commercializzazione e l’acquisto di uccelli, anche dall’estero, ponendo fine allo spiedo bresciano.
Il primo a intervenire al microfono di Beppe De Maria è Carlo Bignami, presidente del Movimento Civiltà Rurale, che spiega le ragioni di questa puntata. Il suo movimento e questa trasmissione sono nate per tutelare le tradizione e la cultura bresciana rurale e tutte le sue espressioni, quali spiedo e roncoli. Questa legge lede profondamente un antichissimo piatto, ancora amato e attuale sulla tavola bresciane e non solo. Anche Davide Lombardi, perito Agrario del Movimento di Civiltà Rurale, indica lo spiedo come piatto antico e rustico che ha una storia antichissima e da preservare, inoltre afferma che questa legge rovina, in realtà, un indotto economico importantissimo e è frutto di una politica schierata con il mondo animalista, ma con uno sguardo molto limitato nell’ambito economico e sociale.
Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord del Consiglio Regionale della Lombardia, parla di un provvedimento passato in sordina, inserito all’interno di una legge contro la caccia, votato da tutti senza un’attenta riflessione sulle conseguenze al territorio. Questa Legge non rovina solo la tradizione ma abbatte un importante elemento sociale: lo spiedo è il piatto tipico dei momenti di convivialità delle feste e delle sagre territoriali. A questo punto la Lega Nord intende riunire ristoratori, giunte comunali, associazioni territoriali per creare un largo consenso, ritrovarsi in un momento collegiale che veda la Regione Lombardia come soggetto per una proposta da fare in parlamento che tuteli i piatti di selvaggina e della tradizione. Beppe De Maria aggiunge che quando è stata votata la citata modifica, la Lega Nord è stata l’unica a votare contro, completamente contraria a tutto l’impianto restrittivo della caccia, che si sta attuando.
Beppe De Maria insinua il dubbio che il governo stia barattando la caccia in cambio di un soprassedere della multa di 40 milioni che l’Italia deve all’Europa a causa dell’inquinamento del territorio, Fabio Rolfi conferma che non è solo un dubbio è ora per il territorio di fare sentire la propria voce.
Interviene anche Eugenio Casella, vice Presidente dell’ACL, che sottolinea in particolari modo questione economica, intorno all’indotto dello spiedo ruotano 20.000 posti di lavoro. Casella rileva con amarezza rileva che Brescia è sempre stata un gigante economico, ma un nano politico e che purtroppo il nano politico ha reso nano anche il gigante economico.
Edoardo Ungaro, titolare del Caricatore, presidente dell’Associazione Ristoratori Gussaghesi e consigliere dell’ARTHOB (Associazione Ristoranti Trattorie Hostarie Bresciane), denuncia l’immediato crollo del lavoro, dopo questa modifica alla Legge, specifica che lo spiedo si può fare ma senza uccelletti, purtroppo però il sapore non è più quello dello spiedo. Gussago, zona dello spiedo di denominazione comunale, che propone annualmente l’iniziativa “Lo spiedo scoppiettando” e il Galà dello Spiedo sarà purtroppo molto colpita nel proprio commercio e nella propria attività economica.
L’ARTHOB è stata promossa porta voce delle varie associazioni di ristoratori della provincia di Brescia e sta portando avanti una sensibilizzazione su tutto il territorio.
Willam Stornati, coordinatore delle Lega della Terra, un’organizzazione che salvaguarda i prodotti tipici italiani per uscire dalla crisi, difende lo spiedo, proprio uno di quei prodotti che la Lega della Terra tutela e anch’egli addita la legge che si scaglia contro i prodotti e la cultura italiana, oltre che la nostra economia.
Santino Olini, rappresentante dei Cacciatori della Bassa e Wilderness Fiume Oglio, si dice solidale con tutta la manifestazione contro questa modifica legislativa, a favore del rispetto della cultura tradizione e sociale.
Chiudono gli interventi Davide e Gianfranco del Movimento di Civiltà Rurale, profondamente indignati per questa situazione, sottolineano la necessità di informare e sensibilizzare la popolazione, la politica non sta aiutando il territorio ma lo sta ulteriormente mettendo in ginocchio sotto ogni punto di vista dall’economico al culturale, dal punto di vista sociale a quello della tradizione.
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