Piombo e caccia: l’UE verso nuovi divieti

Piombo e caccia: l’UE verso nuovi divieti

Munizioni in piombo: l’Europa ridiscute i divieti, ma solo per i pallini

Vietare l’uso del piombo per fermare la caccia

Il futuro delle munizioni in piombo torna al centro del dibattito a Bruxelles. Il comitato Reach si appresta a una nuova sessione di incontri per definire le restrizioni all’uso di questo metallo sul territorio comunitario. Secondo quanto riferito dalla Face (Federazione europea per la caccia e la conservazione), il focus della proposta si è ormai ristretto: il bando riguarderà esclusivamente le munizioni spezzate (i pallini), lasciando fuori dal provvedimento le munizioni a palla.

I nodi del confronto: tempi e logistica

Nonostante la direzione sembri tracciata, il fronte dei Paesi membri non è compatto, specialmente sulle modalità di attuazione. Le principali perplessità emerse riguardano:

  • Periodo di transizione: Per attutire l’impatto economico e logistico sul settore, diversi governi spingono per estendere la finestra di adattamento da 3 a 5 anni.

  • Revisione della bozza: La Commissione Europea è chiamata a recepire queste osservazioni in un nuovo documento, che servirà da base per i prossimi negoziati.


La situazione in Italia: verso l’allineamento europeo

Parallelamente ai tavoli di Bruxelles, il tema scuote anche la politica nazionale. Nell’ambito della riforma della legge sulla caccia, è stato presentato un emendamento volto a uniformare la normativa italiana ai regolamenti UE.

L’obiettivo è chiarire e ampliare il perimetro delle zone umide dove vige il divieto di utilizzo del piombo. È interessante notare come, nonostante la presentazione di circa sessanta subemendamenti da parte delle opposizioni (M5S e Alleanza Verdi-Sinistra), nessuno di questi miri a modificare il meccanismo di allineamento proposto, confermando una sostanziale convergenza sulla necessità di seguire le direttive comunitarie in materia ambientale.

In sintesi: Mentre l’Europa valuta una proroga per permettere al mercato di adeguarsi, l’Italia accelera l’iter per definire con precisione i confini geografici dei divieti già esistenti.

Fonte : FACE

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