Secondo martedì nero per il mondo venatorio lombardo

Secondo martedì nero in Regione

Ad una settimana esatta dalla bocciatura in fase pregiudiziale dei 2 PDL deroghe e catture richiami ecco un’altra tegola sulla testa dei cacciatori lombardi – ritirata la mozione ISPRA che contestava l’inaffidabilità dei dati forniti dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, dopo che lo stesso ha minacciato sanzioni. L’audizione dei giorni scorsi a nulla è quindi servita.

E’ falso che le reti, le stesse utilizzate da ISPRA per gli inanellamenti, sono vietate dalle norme comunitarie e nazionali.

Di seguito il comunicato emesso dalla Consigliera Regionale Barbara Mazzali

 

 Secondo martedì nero per i cacciatori lombardi 

La mozione che ieri è stata ritirata in sede di consiglio fu presentata il 31 luglio scorso; la stagione venatoria non era ancora aperta, e soprattutto non si era ancora sentita ISPRA in audizione.
Una mozione scaturita dal parere negativo, sia per il rifornimento di richiami vivi su specie cacciabili (di cui allegato due della direttiva UE e quindi senza pericolo di paventati danni erariali!) sia per la così detta caccia in deroga su specie non indicate nel predetto allegato due che Regione Lombardia aveva ricevuto da parte di ISPRA, in merito ai provvedimenti amministrativi che si accingeva a fare.
Come tutti sappiamo, in seguito al parere di ISPRA, che è obbligatorio ma non vincolante, la Giunta si è fermata e i provvedimenti amministrativi non sono stati più emessi.

Ciò che mi preme – ribadisce la lo consigliera regionale di Fratelli d’Italia – è che già da luglio questa mozione aveva una sua motivazione urgente e importante. Ma oggi, alla luce dell’audizione di ISPRA in Commissione Agricoltura avvenuta il 26 settembre scorso, la mozione non era superata, ma conservava tutta la sua validità. I Colleghi consiglieri, se avessero letto la trascrizione dell’audizione che abbiamo fatto con i rappresentanti di ISPRA, si sarebbero convinti che i pareri rilasciati da ISPRA in materia venatoria non sono attendibili, sono viziati da pregiudizi ideologici, sono carenti di scientificità e non sono dei pareri tecnici veri e proprio. E si capisce anche perché: perché rispondere secondo la verità dei fatti, li avrebbe portati a smentire se stessi. Infatti avrebbero dovuto dire che ISPRA utilizza le stesse reti degli inanellamenti, che sono in uso pure per le catture del rifornimento dei richiami vivi (tipo mist-net a maglie 32 mm) e che quindi è falso che le reti sono vietate dalle norme comunitarie e nazionali. In ogni caso, lo dico per la cronaca, le risposte per iscritto che abbiamo ricevuto erano delle non risposte perché Ispra ha semplicemente reiterato una Nota che aveva inviato in precedenza, salvo qualche modifica di poco conto.” Lo dichiara Barbara Mazzali, consigliere Regionale di Fratelli d’Italia
Prosegue la consigliera: “Non ho rendite di posizione da tutelare; sono qui e non ho poltrone da custodire, non ho bisogno di palcoscenici politici dove fare passerelle; se sono qui è perché mi sono messa al servizio dei nostri territori e in ascolto di una categoria di persone che chiede a viva voce di essere riconosciuta e protetta dalle istituzioni, non di essere massacrata dalle istituzioni”.

Barbara Mazzali – Consigliera regionale lombarda FdI

Perché è evidente che quando ISPRA si rifiuta di rispondere nel faccia a faccia a domande chiare che esigono una risposta trasparente , immediata e definitiva , significa che conviene tacere e continuare a fare come da diversi anni si fa: cioè emettere pareri fotocopia, tutti contrari e nel silenzio, perché tanto poi nessuno reagirà, perché tanto poi gli animi si placheranno, perché tanto poi ci saranno i franchi tiratori che si potranno sempre reclutare; Il consigliere Mazzali e il consigliere Massardi insieme agli altri Consiglieri che credono nella battaglia a favore della salvaguardia di questi magnifici impianti di cattura tipici nel nostro paesaggio arboreo , ovvero i roccoli,  e di maggiore equità e giustizia nei confronti del mondo venatorio non hanno paura delle non adesioni al loro pensiero o del rischio di essere fulminati dai colpi del “fuoco amico” .
E’ un rischio che erano consapevoli di dover correre. La storia insegna che sudate vittorie sono state precedute da non immediate condivisioni. I consiglieri Mazzali e Massardi sono allenati a questo.
Barbara Mazzali ha poi concluso dicendo: “Ancora una volta, quindi, teniamo alta l’attenzione su questo argomento che è importantissimo in Lombardia, e con questa mozione volevamo dare forza e sostegno alla Giunta regionale perché non avesse paura di andare avanti nel confrontarsi con ISPRA, proponendo sempre l’onestà intellettuale e un ritorno a una distensione di rapporti all’insegna di un ritrovato, sereno dialogo.”
Detto ciò, non esistono ragioni che potessero ostacolare il consenso alla mozione.

 

C&D

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