No “deroghe” No “catture: respinti i due PDL – fine della storia !
Regione Lombardia
No “deroghe” e No “catture – l’aula lombarda respinge con voto segreto.

Consiglio regionale lombardo
Non si è arrivati neppure alla discussione in aula e quindi al voto finale – sono bastate le pregiudiziali a bocciare prima con 45 voti contrari e 33 a favore per quello sulle deroghe e 48 voti contro i 36 a favore quello relativo alle catture i due PDL , il cui promotore e primo firmatario è stato il consigliere della Lega, Floriano Massardi. Due PDL che avrebbero ridato fiato alle tradizioni della caccia alla piccola migratoria.
No “deroghe”
Che il PDL 025, quello sulle deroghe, fosse difficile da comprendere vista l’incostituzionalità di cui godeva, lo si sapeva fin dall’inizio e per questo vi è stata una corsa sfrenata da parte dei proponenti e anche delle associazioni venatorie, per trovare un equilibrio e convincere i più scettici ad un gesto di coraggio. A nulla sono serviti incontri, telefonate e trattative che si sono protratte sino ad un momento prima di entrare in aula.
No “catture”
Doveva essere più facile, addirittura quasi scontato, trovare un accodo sul PDL 024, quello sulle catture dei richiami vivi che avrebbe riaperto i centri di cattura, gli storici roccoli, che costituiscono un autentico patrimonio della cultura venatoria in tutto il Nord Italia. Anche in questo caso però, con voto segreto, si è giunti alla disfatta attraverso il voto delle pregiudiziali, benchè se lo scarto di numeri è stato lievemente inferiore.
A questo punto che dire ? … che la storia è terminata nel modo peggiore e ancora una volta sono i cacciatori a farne le spese sebbene nessuno ci aveva fatto troppo conto e tutti avevano invitato alla prudenza. Resta il fatto di averci provato con una Regione, la Lombardia, il cui partito di maggioranza si è mostrato compatto sino alla fine.
In aula anche i rappresentanti delle associazioni venatorie che hanno assistito mestamente alla sconfitta totale cercando di comprendere l’accaduto e di scoprire i nomi, oltre a PD e M5S, di quella parte della maggioranza che ha voltato le spalle. Il dibattito, seppure ormai privo di significato si sposterà inevitabilmente sull’attribuzione di colpe e responsabilità.
In queste settimane un risultato importante per i migratoristi dell’appostamento fisso c’è stato, che è quello delle 2 giornate integrative e ora un’altra battaglia attente la Regione e l’ ass.re Rolfi: sarà quella sull’ accatastamento dei fabbricati rurali, ora denominati agricoli, che nella bergamasca ha già provocato la revoca della concessione di alcuni capanni di caccia.
Caccia & Dintorni – la redazione
3 Commenti
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at 17:46
sull’accatastamento dei capanni quali fabbricati rurali o agricoli , come si vogliano chiamare, credo che sia anche una forma di tutela per il capannista. anzitutto il rispetto della distanza di caccia da questo, cosa che troppe volte è disattesa sia dai cacciatori che quelli che passeggiano col cane o a funghi sotto l’impianto arboreo. con l’accatastamento ci sarebbe un riconoscimento reale della struttura e quindi applicabile con maggior forza la legge. il problema dell’IMU non esiste essendo esente.
at 01:24
Non c’era bisogno della sfera magica di Mago Merlino per capire che i PDL non sarebbero passati.
La cosa che fa più rabbia è che ancora una volta i cacciatori lombardi; che praticano l’esercizio venatorio da appostamento fisso; sono stati illusi e presi per il fondoschiena da alcune note associazioni venatorie.
at 13:14
Promettono queste cose sempre 3 giorni prima dell,apertura di stagione poi và sempre a finire cosi.