Caccia: sentenza Consiglio di Stato condanna ISPRA
Caccia: sentenza Consiglio di Stato condanna ISPRA
Caccia: sentenza Consiglio di Stato condanna ISPRA – Una condanna del Consiglio di Stato che obbliga ISPRA a fornire i dati sulle piccole quantità. L’operazione condotta dal consigliere lombardo Floriano Massardi, Presidente 8va Commissione Agricoltura affiancato dei consiglieri Carlo Bravo- Vicepresidente 8va Commissione Agricoltura, Pietro Macconi e Claudia Carzeri, ha consentito la raccolta di ben 42 firme dei consiglieri di maggioranza. Ma non finisce qui perché ora si stanno raccogliendo le firme dei consiglieri anche di Piemonte, Liguria e Veneto. Lettera ai Ministri Frattin e Lollobrigida per chiedere incontro urgente.
Questo il documento ufficiale inviato ai Ministeri interessati: lettera MASE – ISPRA
Massardi (Lega): “Decisione storica che pone fine a ideologia anticaccia, ISPRA sia organismo scientifico e non politico. Chiesto incontro con Ministri Pichetto Fratin e Lollobrigida”
Milano, 21 marzo – “Quella del Consiglio di Stato è una sentenza storica, la n. 982 del 2024, che dimostra la totale e grave inadempienza di ISPRA in tema venatorio in corso da almeno dieci anni, ad esempio sui calendari venatori ma anche sull’individuazione delle ‘piccole quantità’ da attivare per le deroghe in materia di caccia, oggetto puntuale della sentenza. Inadempienze, inaccettabili, motivate da parte di ISPRA nella mancanza di strumenti per calcolare le ‘piccole quantità’ di selvaggina cacciabile.
“La sentenza stigmatizza un cortocircuito storico individuato nella cronicità della strategia d’azione di ISPRA che corre idealmente sempre sul medesimo binario guidato da un orientamento univoco e costante, spesso ostativo e con effetto paralizzante rispetto all’esercizio delle prerogative e degli obblighi decisionali posti in capo alle Regioni.”
“Nel confermare la scorrettezza dell’azione di ISPRA, la sentenza definitiva obbliga l’Istituto a fornire i dati alle Regioni. Ho redatto con i colleghi Bravo e Macconi una lettera indirizzata al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per segnalare questa anomalia nel sistema dello svolgimento dei compiti istituzionali di ISPRA e per ristabilire la competenza decisionale in capo alle Regioni. Chiediamo così un tempestivo intervento dei Ministri nei confronti dei vertici dell’Istituto affinché lo riportino ad essere un organismo scientifico e non ideologico in materia venatoria”.
“In questo documento firmato da 42 Consiglieri regionali (la maggioranza assoluta), compresi i capigruppo di maggioranza, mi faccio promotore nei confronti del Governo di un incontro interregionale sulla questione, cosicché ISPRA possa tornare a fare l’organismo scientifico che gli compete senza ideologie contrarie alla caccia, che hanno finora impedito illegittimamente ai cacciatori di svolgere la propria attività”.
“Ringrazio infine i colleghi Consiglieri Carlo Bravo, vicepresidente della Commissione ‘Agricoltura, montagna e foreste’, Pietro Macconi, Claudia Carzeri e tutti i Consiglieri che hanno firmato e sostenuto questa iniziativa”.
Lo afferma Floriano Massardi Consigliere regionale della Lega Presidente della Commissione ‘Agricoltura, montagna e foreste’ di Regione Lombardia in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che dà ragione alla Regione Liguria in tema venatorio.
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at 20:11
Finalmente viene fuori il marcio politico di ispra.michele Buda