Bruzzone: «Chiarezza sul piano UE per la natura»
Bruzzone: «Chiarezza sul piano UE per la natura»
Nature Restoration Law: Bruzzone (Lega) interroga il Governo su tempi e costi
Il deputato della Lega, Francesco Bruzzone, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata ai ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente). Al centro del quesito, l’attuazione del Regolamento europeo sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), pilastro della strategia UE per la biodiversità 2030, recepito in Italia dalla legge 91/25.
Le scadenze e le sfide
Il governo italiano è chiamato a una corsa contro il tempo: entro il 1° settembre, dovrà presentare alla Commissione Europea la mappatura dettagliata e la quantificazione degli ecosistemi che necessitano di interventi.
I punti critici sollevati da Bruzzone riguardano principalmente:
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Invarianza finanziaria: Come intende il Governo attuare il piano senza nuovi esborsi per le casse pubbliche, rispettando i vincoli di bilancio?
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Tutela delle categorie colpite: Come verranno garantiti i sostegni a agricoltori e operatori del settore che dovranno farsi carico dei nuovi obblighi e delle limitazioni previste?
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Coinvolgimento dei territori: Quali sono le tempistiche previste per il confronto con gli stakeholder e i soggetti interessati, passaggio considerato fondamentale prima di definire le azioni concrete.
Le priorità del quinquennio
L’interrogazione punta a fare luce non solo sulla strategia tecnica, ma anche sulla visione politica del prossimo quinquennio. Bruzzone chiede infatti di conoscere le priorità d’intervento che l’Italia intende sottoporre all’Europa, sottolineando l’urgenza di un dialogo preventivo con chi vive e lavora sulle superfici ecosistemiche interessate.
Nota di contesto: Il Regolamento sul ripristino della natura, in vigore dall’agosto 2024, mira a recuperare almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell’UE entro il 2030.
Approfondimento
La Legge 13 giugno 2025, n. 91 è la cosiddetta “Invarianza finanziaria”. Si tratta di uno strumento legislativo fondamentale con cui il Parlamento italiano delega al Governo il compito di recepire le direttive e adeguare l’ordinamento nazionale ai regolamenti dell’Unione Europea.
In particolare, l’articolo 18 di questa legge è quello che riguarda direttamente la Nature Restoration Law (Regolamento UE 2024/1991). Ecco i punti chiave per capire di cosa si tratta:
1. Che cos’è l’Articolo 18?
È la norma “ponte” che autorizza il Governo a emanare i decreti legislativi necessari per applicare in Italia il regolamento europeo sul ripristino della natura. Senza questo passaggio, l’Italia non avrebbe la struttura giuridica per attuare i piani richiesti da Bruxelles.
2. Gli obiettivi principali (Cosa prevede)
L’articolo 18 recepisce gli obiettivi vincolanti fissati dall’Europa per fermare il degrado della biodiversità. Entro il 2030, l’Italia deve intervenire per ripristinare:
Ecosistemi terrestri e marini: Recuperare zone umide, foreste, fiumi e habitat costieri degradati.
Impollinatori: Fermare il declino delle api e di altri insetti essenziali per l’agricoltura.
Aree Urbane: Garantire che non ci sia perdita netta di spazi verdi nelle città.
Fiumi: Rimuovere barriere per liberare almeno 25.000 km di fiumi in tutta l’UE.
Perché è importante per i cittadini e le imprese?
Perché le decisioni prese in base all’articolo 18 della Legge 91/25 potrebbero cambiare il modo in cui vengono gestiti i terreni agricoli, i boschi e le coste. Se un terreno viene mappato come “da ripristinare”, il proprietario potrebbe dover seguire nuove regole (ecco perché Bruzzone insiste sul coinvolgimento dei soggetti interessati).
In sintesi, la Legge 91/25 è il “motore” normativo che mette in moto la trasformazione verde dell’Italia secondo i desiderata europei, cercando però di farlo (sulla carta) senza spendere un euro in più del previsto.
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