Gestione del Lupo: i nuovi tetti regionali per il 2026

Agrivenatoria Biodiversitalia, l’associazione che promuove la gestione sostenibile del territorio e l’equilibrio tra attività produttive e biodiversità.


Gestione del Lupo: i nuovi tetti regionali per il 2026. Il punto di AB Agrivenatoria Biodiversitalia

La gestione dei grandi carnivori in Italia segna una svolta storica. Come riportato da AB Agrivenatoria Biodiversitalia, in attuazione della Legge 131/2025 (DDL Montagna), il Ministero dell’Ambiente (MASE) ha definito lo schema di decreto che fissa le quote massime di prelievo del lupo (Canis lupus) per l’anno 2026.

L’obiettivo della misura è chiaro: tutelare la biodiversità garantendo, al contempo, la sostenibilità delle attività zootecniche e la sicurezza nelle zone montane e rurali, riducendo i conflitti che negli ultimi anni hanno messo a dura prova il tessuto sociale del mondo agricolo.

Il quadro normativo: dai vincoli europei alla flessibilità nazionale

Il provvedimento arriva a seguito del declassamento del lupo nella Convenzione di Berna, ratificato dall’Unione Europea nel giugno 2025, che ha aperto la strada a una gestione più pragmatica della specie.

Secondo l’analisi di AB Agrivenatoria Biodiversitalia, il limite nazionale fissato a 160 esemplari per il 2026 rispetta rigorosamente i parametri tecnici forniti dall’ISPRA (nota del 15 ottobre 2025). Questo tetto garantisce che il prelievo non comprometta lo stato di conservazione della specie, muovendosi nel solco della Direttiva Habitat (92/43/CEE), che permette deroghe specifiche per prevenire gravi danni alle colture o all’allevamento.

La ripartizione dei prelievi: la mappa regionale

Il tasso di prelievo è stato ponderato su base regionale, tenendo conto della densità della popolazione e della pressione sui territori. Ecco i dati definiti dallo schema di decreto:

Regione / Provincia Autonoma N. Massimo Lupi Prelevabili
Toscana 22
Piemonte 16
Emilia-Romagna / Lazio 15 (ciascuna)
Puglia 12
Calabria 11
Campania 10
Abruzzo / Basilicata 9 (ciascuna)
Marche / Umbria 8 (ciascuna)
Trento (Prov. Autonoma) 5
Liguria / Molise / Veneto 4 (ciascuna)
Valle d’Aosta 3
Bolzano (P.A.) / Friuli-V.G. / Lombardia 2 (ciascuna)
TOTALE ITALIA 160

Le prossime tappe

L’iter istituzionale è ormai alle battute finali. Dopo l’approvazione della Legge 131/2025 e il parere favorevole del MASAF (Ministero dell’Agricoltura) ottenuto a dicembre, il passaggio decisivo avverrà il 22 gennaio 2026 con la riunione della Conferenza Stato-Regioni per l’acquisizione del parere definitivo.

AB Agrivenatoria Biodiversitalia sottolinea come questo decreto rappresenti uno strumento indispensabile per i territori. La gestione flessibile, basata su dati scientifici certi e monitoraggi costanti, è l’unica via per assicurare la convivenza tra la fauna selvatica e le attività agro-pastorali, pilastri fondamentali per la cura del paesaggio e della biodiversità italiana.


Desideri che prepari anche una nota di commento specifica da parte del Presidente di AB Agrivenatoria Biodiversitalia per sottolineare il ruolo dell’alleanza tra Coldiretti e CNCN in questo risultato?

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