Gestione del Lupo: i nuovi tetti regionali per il 2026
Agrivenatoria Biodiversitalia, l’associazione che promuove la gestione sostenibile del territorio e l’equilibrio tra attività produttive e biodiversità.
Gestione del Lupo: i nuovi tetti regionali per il 2026. Il punto di AB Agrivenatoria Biodiversitalia

L’obiettivo della misura è chiaro: tutelare la biodiversità garantendo, al contempo, la sostenibilità delle attività zootecniche e la sicurezza nelle zone montane e rurali, riducendo i conflitti che negli ultimi anni hanno messo a dura prova il tessuto sociale del mondo agricolo.
Il quadro normativo: dai vincoli europei alla flessibilità nazionale
Il provvedimento arriva a seguito del declassamento del lupo nella Convenzione di Berna, ratificato dall’Unione Europea nel giugno 2025, che ha aperto la strada a una gestione più pragmatica della specie.
Secondo l’analisi di AB Agrivenatoria Biodiversitalia, il limite nazionale fissato a 160 esemplari per il 2026 rispetta rigorosamente i parametri tecnici forniti dall’ISPRA (nota del 15 ottobre 2025). Questo tetto garantisce che il prelievo non comprometta lo stato di conservazione della specie, muovendosi nel solco della Direttiva Habitat (92/43/CEE), che permette deroghe specifiche per prevenire gravi danni alle colture o all’allevamento.
La ripartizione dei prelievi: la mappa regionale
Il tasso di prelievo è stato ponderato su base regionale, tenendo conto della densità della popolazione e della pressione sui territori. Ecco i dati definiti dallo schema di decreto:
| Regione / Provincia Autonoma | N. Massimo Lupi Prelevabili |
| Toscana | 22 |
| Piemonte | 16 |
| Emilia-Romagna / Lazio | 15 (ciascuna) |
| Puglia | 12 |
| Calabria | 11 |
| Campania | 10 |
| Abruzzo / Basilicata | 9 (ciascuna) |
| Marche / Umbria | 8 (ciascuna) |
| Trento (Prov. Autonoma) | 5 |
| Liguria / Molise / Veneto | 4 (ciascuna) |
| Valle d’Aosta | 3 |
| Bolzano (P.A.) / Friuli-V.G. / Lombardia | 2 (ciascuna) |
| TOTALE ITALIA | 160 |
Le prossime tappe
L’iter istituzionale è ormai alle battute finali. Dopo l’approvazione della Legge 131/2025 e il parere favorevole del MASAF (Ministero dell’Agricoltura) ottenuto a dicembre, il passaggio decisivo avverrà il 22 gennaio 2026 con la riunione della Conferenza Stato-Regioni per l’acquisizione del parere definitivo.
AB Agrivenatoria Biodiversitalia sottolinea come questo decreto rappresenti uno strumento indispensabile per i territori. La gestione flessibile, basata su dati scientifici certi e monitoraggi costanti, è l’unica via per assicurare la convivenza tra la fauna selvatica e le attività agro-pastorali, pilastri fondamentali per la cura del paesaggio e della biodiversità italiana.
Desideri che prepari anche una nota di commento specifica da parte del Presidente di AB Agrivenatoria Biodiversitalia per sottolineare il ruolo dell’alleanza tra Coldiretti e CNCN in questo risultato?
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