Caccia alla Riforma – 157/92 palla in tribuna

Caccia alla Riforma – 157/92 palla in tribuna

L’anno “ZERO” della 157/92 – se ne riparla a fine inverno …forse.

Legge sulla caccia: obbiettivi e conseguenze di due emendamenti simili
Il primo di Fratelli ‘Italia, il secondo del Partito Democratico

Siamo arrivati a metà dicembre, l’aria è fredda, le canne dei fucili sono calde per la stagione in corso, ma a Roma, nelle stanze del Senato, regna un silenzio glaciale. Parliamo della Legge 157 del 1992. Trentatré anni di onorato servizio, ma per molti è ormai un ferro vecchio che non regge più il passo coi tempi. Eppure, nonostante i proclami di inizio anno, ci ritroviamo a fare i conti con quello che i tifosi di calcio chiamerebbero un “Zero Tituli” in pieno stile Mourinho. Niente riforma, niente fischio finale. Tutto rimandato. Ma perché siamo fermi? E cosa c’è davvero in ballo in quegli oltre 2000 emendamenti che intasano i tavoli delle Commissioni? Andiamo a vedere cosa sta succedendo.[

Il Grande Gelo al Senato : La situazione è questa: il pacchetto di modifiche alla 157 — il cuore del cosiddetto “DDL Caccia” — è fermo in Commissione Agricoltura e Ambiente al Senato. Le commissioni non si riuniscono stabilmente sul tema da oltre tre mesi. Perché? Semplice: il calendario è stato cannibalizzato dalla Legge di Bilancio e da altre urgenze. Ma la verità è anche politica. Quei 2000 emendamenti non sono solo carta: sono trincee. Le opposizioni fanno muro, il governo cerca di evitare lo scontro frontale con l’Europa, e il risultato è che la palla è finita in tribuna. Si scivola direttamente al 2026. Una doccia fredda per chi sperava in un regalo di Natale legislativo.
2. I punti di scontro: il muro contro muro : Ma di cosa stiamo parlando? Quali sono i “nervi scoperti” che fanno saltare i nervi ai parlamentari? Ne abbiamo isolati tre principali:
Il “Dogma” ISPRA: Oggi i pareri dell’ISPRA sui calendari venatori sono quasi “legge”. La riforma vorrebbe renderli meno vincolanti, permettendo alle Regioni di decidere con più autonomia. Per gli ambientalisti è il “Far West“, per i cacciatori è “buon senso scientifico”.
Le Date (Il caos dei calendari): Si vorrebbe blindare per legge l’apertura alla terza domenica di settembre e la chiusura al 31 gennaio (o addirittura febbraio per alcune specie), per evitare che ogni anno i TAR (Tribunali Amministrativi) sospendano tutto a stagione iniziata.
I Richiami Vivi: Un tema che scotta. La proposta vorrebbe riaprire i “roccoli” e gli impianti di cattura, cosa che Bruxelles vede come il fumo negli occhi. Qui il rischio di una procedura d’infrazione europea è altissimo.
3. Cosa chiedono le associazioni venatorie? : Se chiedete a un cacciatore o a un rappresentante di Federcaccia, Libera Caccia o Enalcaccia, la risposta è unanime: “Certezze”.I l mondo venatorio non chiede solo di sparare di più, ma di non vivere nell’incertezza giuridica. Chiedono: Semplificazione: Basta con l’opzione di caccia esclusiva (quella scelta tra vagante, appostamento fisso, ecc.). Vogliono poter praticare la loro passione a 360 gradi.
Gestione, non solo prelievo: Chiedono che il cacciatore sia riconosciuto come “bioregolatore“, fondamentale per contenere l’emergenza cinghiali che devasta l’agricoltura.
Tutela legale: Chiedono sanzioni durissime per chi disturba o sabota l’attività venatoria legalmente esercitata.
Conclusione: Un altro anno “in bianco” E quindi, eccoci qui. Stiamo per brindare al nuovo anno con una legge che ha l’età di molti padri di famiglia e che resta lì, immobile. Le associazioni sono deluse, gli ambientalisti restano in guardia, e la politica… beh, la politica ha messo la sicura al fucile, almeno fino alla primavera del 2026. Per dirla alla Mourinho: abbiamo fatto tanto possesso palla, abbiamo gridato dagli spalti, ma alla fine il tabellino dice zero. Zero tituli per la riforma della caccia in questo 2025. Resterà da vedere se nel 2026 i 2000 emendamenti verranno votati o se finiranno nel cestino della carta straccia, lasciando la 157 esattamente com’è: vecchia, contestata, ma ancora in piedi.
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