Valichi Lombardia: si va al Consiglio di Stato

Valichi Lombardia: si va al Consiglio di Stato

Valichi Lombardia– già venerdì la giunta regionale chiederà al TAR di ribaltare tale decisione e di sospenderne l’efficacia nel frattempo.

La Regione Lombardia ha annunciato che presenterà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR che ha imposto il divieto di caccia in prossimità di tutti i valichi montani coinvolti nelle rotte migratorie. Venerdì, la giunta regionale chiederà al massimo organo amministrativo di ribaltare tale decisione e di sospenderne l’efficacia nel frattempo.

La decisione è stata presa in seguito all’approvazione di una mozione, approvata a maggioranza dal consiglio regionale durante l’ultima seduta, promossa da Giacomo Zamperini di Fratelli d’Italia. Zamperini ha evidenziato che la sentenza ha un impatto molto ampio sulle attività di caccia in Lombardia, considerando che «si forma un unico valico lungo tutti i 140.000 ettari di confini alpini». Questo comporta, tra le altre cose, l’abbandono degli appostamenti fissi e può avere effetti negativi anche sulle misure di controllo faunistico.

Inoltre, la mozione impegna la giunta ad attendere l’esito del procedimento giudiziario prima di procedere alla revoca delle autorizzazioni per circa 2.000 appostamenti fissi presenti nell’area soggetta al divieto. Contestualmente, il consiglio invita il governo Meloni e il Parlamento a riformare la legge nazionale sulla caccia, con l’obiettivo di eliminare l’istituto dei valichi montani, anche in conformità con la normativa comunitaria.

Carlo Bravo – Consigliere regionale lombardo (FdI) – vice presidente VIII Commissione Agricoltura

L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, ha dichiarato che l’appello rappresenta un “atto dovuto”, ritenendo la sentenza “sproporzionata” e sottolineando come sia errato considerare l’intero arco alpino come un unico valico. Egli si è detto disponibile a discutere su dati concreti, respingendo visioni ideologiche o strumentali.

Le forze politiche della maggioranza hanno espresso consenso compatto. Carlo Bravo di Fratelli d’Italia ha definito la sentenza “inaccettabile” e “fuori luogo”, criticando il fatto che si basi su pareri ideologici piuttosto che su dati scientifici. Claudia Carzieri di Forza Italia ha evidenziato come, in assenza di dati aggiornati, considerare ogni rilievo come un valico sia un pretesto per estendere il divieto oltre il suo spirito originario, considerandolo una forzatura giuridica e un attacco all’autonomia regionale e alla coesione delle comunità locali. Anche Floriano Massardi della Lega ha auspicato un intervento rapido del governo con un decreto legge per superare quella che definisce un’anomalia tutta italiana riguardo al divieto di caccia vicino ai valichi montani.

Ovviamente le opposizioni, seppur per ragioni diverse ma comunque ideologiche contro la pratica venatoria, hanno votato contro.

 

C&D _ GDM

 

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