CAOS PIEMONTE: tutto in meno di 12 ore

CAOS PIEMONTE: tutto in meno di 12 ore

Alla fine soluzione all’italiana e caccia aperta . Chiusa invece la Tipica Alpina: coturnice, pernice bianca, fagiano di monte e moretta

Caos Piemonte – Quella di ieri, venerdì 4 ottobre ( e si che non era venerdì 17..) sarà una data che i cacciatori piemontesi ricorderanno a lungo. Come fulmine a ciel sereno è arrivato il Decreto del TAR di Torino che sospendeva la caccia (tutta) su tutto il territorio regionale, questo grazie al ricorso fatto da quattro anonime associazioni ambientaliste che hanno fatto leva su di una lacuna regionale nella stesura del calendario. Fatto è che la presidente del TAR piemontese, agendo come giudice monocratico, senza saper leggere ne scrivere, si trovata nella condizione di decidere per la sospensione. Panico totale, telefonate, comunicati, incazzature varie.

Quali siano queste anomalie gli animalisti ce lo spiegano subito dopo, indicando prima di tutto la mancanza di trasparenza per non avere pubblicato l’allegato C, quello che contiene le contro-motivazioni regionali al parere Ispra, obbligatorio ma non vincolante; e poi la mancanza del Piano Faunistico venatorio regionale, un aspetto questo che a parer loro solleverebbe preoccupazione per specie selvatiche ritenute a rischio, come quelle della tipica fauna alpina.

Va detto che in Piemonte, come in altre Regioni, manca il Piano Faunistico e questa lacuna consente spesso di offrire il fianco ai nostri delatori.

 Un Piano Faunistico manca da un sacco d’anni: non fu fatto dalla Giunta Cota, che stoltamente abrogò la legge regionale 70/96 (assai migliore dell’attuale) per scongiurare un referendum che mai avrebbe raggiunto il quorum; nemmeno lo fece la Giunta Chiamparino, che al contrario mise in atto azioni scellerate contro la caccia, ed alla fine ci regalò pure la peggior legge sulla caccia d’Europa, la n. 5 del 19 giugno 2018.
Infine, e qui ci tocca mettere il dito nella piaga, non lo fece neppure la prima Giunta Cirio, che ebbe anche l’opportunità…d’allungare il brodo, visto che nel luglio 2020 modificò la l.r. 5/18 prendendosi un maggior tempo per la redazione del Piano, aumentandolo da un anno (a decorrere dall’entrata in vigore della legge) sino a tre; e se la matematica non è un’opinione, significa che questo avrebbe dovuto essere pronto lo scorso anno.
Poi il comunicato della Regione e successivamente quello del TAR che comunicavano il sacrificio della tipica alpina. Per tutte le altre forme di caccia avanti come da calendario. Ora si attende il Giudizio del TAR che si riunirà nei prossimi giorni.
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